Notizie dall'e-commerce

Syndicate content AICEL - e-commerce - RASSEGNA STAMPA
Articoli in rete sulla rete, tutto quello che si dice sull'e-commerce e dintorni.
Updated: 11 hours 16 min ago

Crisi Economica: Opportunità per l?e-commerce

Mon, 01/12/2008 - 18:20
Da qualche tempo si leggono domande interessanti su come la crisi economica mondiale stia influenzando il web e l’e-commerce in particolare.

Si parla di crisi mondiale, generalizzata e diamo per scontato che abbia coinvolto tutti i settori.
Ma nessuno si pone domande come qeste: l’e-commerce sente la crisi? E’ corretto parlare di ‘crisi’ nell’e-commerce quando si stima una crescita di oltre il 20% nel 2008?
Si, se ci riferiamo alla ‘mancata crescita’ o al ‘rallentamento della crescita’. No, se ci riferiamo a dati assoluti.

Ma siamo sicuri che questa questa crisi (o mancata crisi) siano dannosa per l’e-commerce italiano? e se invece fosse un’opportunità da sfruttare?

Partiamo da una semplice analisi del mercato Italia.
In Italia gli acquisti su Internet nel 2008, nonostante la crisi, supereranno i 6 miliardi di euro (7 se consideriamo il fatturato dei siti esteri) con una crescita rispetto al 2007 di oltre il 20%.
Gli italiani effettueranno circa 19 milioni di ordini e le vendite on-line rappresenteranno solo 1%  del totale  vendite retail.
34 milioni gli italiani che navigano in rete ma solo 6 milioni quelli che acquisteranno on-line.
I servizi (turismo, ticketing, assicurazioni, ricariche telefoniche) rappresentano il 70% del mercato, solo il 30% la vendita di beni.

Compariamo il mercato Italia con gli altri mercati.
Il mercato statunitense vale 260 miliardi di $, il mercato Europeo tiene il passo con un onorevole 170 Mld di Euro.
Il mercato Inglese fa la parte del leone con oltre 70 Mld di fatturato. Ben distanziati seguono Germania e Francia.


Le vendite on-line in Europa rappresentano mediamente il 6%-7% delle vendite retail totali; in UK si arriva ad un picco del 15%.
In Europa i consumatori vanno online soprattutto per comprare beni fisici: il rapporto tra vendita beni e vendita servizi oscilla ovunque tra 60/40 e 70/30. Fra i servizi il comparto “turismo” segna le quote di fatturato più elevate un po’ ovunque.

Passiamo a considerare la relazione fra crisi e abitudini di acquisto.
In fase di crisi economica il consumatore riduce i consumi, è più sensibile alla variable prezzo e aumenta le ‘insegne’ visitate.  Rispetto al passato il consumatore può inserire fra le insegne, anche il commercio elettronico: un nuovo canale dove fare shopping.
Già oggi ci sono circa 18 milioni gli italiani che usano il web per ricercare informazioni su prodotti e servizi (il cosiddetto “info-commerce”).
Lo scarto fra questo dato e i 6 milioni di web shoppers italiani, in condizioni di stabilità del mercato, segnerebbe anche il perimetro di crescita potenziale del commercio elettronico.
In una fase di crisi questa crescita potenziale è destinata ad essere maggiore in quanto aumenta la base di consumatori in cerca di informazioni.

Arriviamo all’opportunità data dalla crisi economica.
Mettiamo tutto insieme: situazione Italia, situazione Europa e abitudini di acquisto.

La ‘nostra’ fortuna in questa fase di stagnazione è da cercare proprio nelle dimensioni del mercato: l’e-commerce in Italia è destinato inevitabilmente a crescere almeno fino a raggiungere i livelli medi europei. (è ragionevole presupporre che nei prossimi anni l’e-commerce dovrà raggiungere almeno i 50 miliardi di Euro)

Anche il rapporto vendita beni su vendita servizi dovrà bilanciarsi e adeguarsi alle medie (mondiali in questo caso). Oggi nel panorama e-commerce italiano mancano le aziende manifatturiere. In Italia si vendono solo servizi!
Ma cosa c’è di meglio di una contrazione dei consumi per ’svegliare’ le aziende manifatturiere? Questa crisi porterà più aziende on-line, aumenterà l’offerta e conseguentemente aumenteranno le vendite.

Ultimo aspetto, ma senza dubbio il più importante: le abitudini dei consumatori.
In fase di crisi si assiste alla contrazione dei consumi ma è altrettanto vero che il consumatore tende a cambiare le abitudini di acquisto. Cambiamenti si possono apprezzare sia a livello di paniere che di canale.
La variabile prezzo diventa più rilevante e deve/può essere usata come leva di marketing per incrementare le conversioni. (Ricordiamoci però che il prezzo da solo non basta! Il web shopper è attratto anche da altre variabili quali sicurezza, comodità, assortimento, profondità di gamma, disponibilità, risparmil in termini di tempo, customer care, consegna etc etc)

Ecco quindi che una parte consistente di consumatori, attratta dalla convenienza del web o anche solo alla ricerca di informazioni, potrebbe decidere di sperimentare un nuovo canale dove fare shopping. 
Ma non solo,  in questo scenario, pur avendo un rallentamento della crescita (e non del fatturato) , avremo una alta crescita di soggetti attivi che rimarranno nel mercato anche quando la crisi sarà finita.

Una vera opportunità per l’e-commerce!

Compito del merchant è quello di convertire la visita in vendita, ma soprattutto rendere l’esperienza di acquisto assolutamente positiva.
Il comportamento successivo all’acquisto genera sensazioni di soddisfazione o di insoddisfazione.
Se il consumatore è soddisfatto, aumenterà la probabilità di un riacquisto utilizzando lo stesso canale, tenderà a parlar bene dell’e-commerce ad altri e aumenterà la probabilità che il cliente ritorni nel punto vendita. Ogni merchant avrò guadagnato un potenziale cliente!
Al contrario, un consumatore insoddisfatto eviterà il riacquisto, sconsiglierà l’acquisto ad altri e ritornerà al canale di vendita tradizionale.


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Natale senza crisi con l'ecommerce

Fri, 28/11/2008 - 21:31
Al suo interno realtà fortemente consolidate e competitive

Natale indenne alla crisi che sta scuotendo tutti i settori dell’economia con il commercio elettronico. Contrariamente a quanto accade nei negozi e alimentari tradizionali il fenomeno dell'e-commerce cresce infatti rapidamente, complice la congiuntura economica sfavorevole che spinge i consumatori ad acquistare su canali alternativi a quelli tradizionali, in modo da avere una scelta più ampia, un processo di acquisto più comodo e, soprattutto, una elevata qualità dei prodotti ma a prezzi molto ridotti.

Se nel mercato statunitense, culla del mercato elettronico, la crisi che sta colpendo i canali tradizionali non risparmia, almeno in parte, anche quelli on-line, in Italia, dove il commercio elettronico si è affacciato con prepotenza solo di recente, i consumatori si stanno riversando sui nuovi canali di acquisto alla ricerca di un migliore rapporto qualità/prezzo, che trova il suo bacino naturale proprio sulla rete, un canale fino ad oggi trascurato ma che sta emergendo con forza specie tra i consumatori più attenti, i cosiddetti smart shopper, e tra i cacciatori di occasioni, ovvero i bargain seekers.

Se il Natale è da tempo alle porte per i consumatori più attenti, chi non ha di certo trascurato il fenomeno è Gioie.it, sito di riferimento nella categoria dei gioielli, ancora poco sfruttata in Italia ma che all’estero sta già dimostrando tutte le sue potenzialità. Il portale offre ai propri clienti l’opzione 'Raddoppia il Regalo': per ogni gioiello acquistato, il secondo è in regalo. Si tratta di una promessa d’acquisto che difficilmente non colpirà chi è in cerca del regalo giusto per Natale.

Sebbene quello italiano sia un mercato ancora giovane, vanta già al suo interno realtà fortemente consolidate e competitive. ePRICE.it, ad esempio, sito leader in Italia nella vendita di prodotti elettronici, sta registrando un deciso aumento del numero di ordini rispetto allo stesso mese dello scorso anno, ed un’ulteriore crescita è prevista nelle prossime settimane, in virtù di tempi di consegna rapidi che permettono di effettuare acquisti anche in prossimità del Natale.

Saldiprivati.it, invece, è un club di vendite private che tratta diverse tipologie di prodotto, dall’abbigliamento al design, sempre a prezzi fortemente scontati. Le vendite del portale si sono impennate nelle ultime due settimane, a dimostrazione della crescente attenzione dei consumatori alle offerte e al rapporto qualità/prezzo, che li spinge ad effettuare gli acquisti natalizi anche con largo anticipo sul Natale.]

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E-commerce al ribasso negli Usa. La crisi corre anche sul Web

Wed, 26/11/2008 - 17:51
Lo shopping online frena negli Usa anche in visita del Natale . In Italia invece il commercio elettronico è in accelerazione...

Lo shopping online frena negli Usa anche in visita del Natale . In Italia invece il commercio elettronico è in accelerazione
Lo dice il Dipartimento del commercio statunitense e quindi la fonte è più che attendibile. Le vendite al dettaglio via Internet negli Stati Uniti sono in flessione. E se il bilancio del terzo trimestre dell'anno il bilancio è stato tutto sommato accettabile, con una crescita del volume d'affari dell'e-commerce del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2007, il consuntivo parziale di novembre (stando ai dati della società di ricerca comScore) è addirittura in passivo.
Lo shopping online a stelle e strisce è infatti calato, nel confronto anno su anno relativamente ai primi 23 giorni di questo mese, di quattro punti percentuali in relazione a un fatturato di 8,2 miliardi di dollari. Anche il Web, sotto il profilo degli acquisti al consumo, è quindi finito in rosso e il risultato arriva dopo una serie di segnali poco incoraggianti. Lo scorso maggio gli analisti di eMarketer avevano ipotizzato per le vendite via Internet al dettaglio americane una flessione del 14,3% rispetto al 2007, a inizio ottobre erano arrivate le statistiche governative e ora ecco quelle sopra citate. La recessione e la crisi economica hanno dunque fatto una vittima eccellente là (negli States) dove il bubbone è scoppiato prima.
L'attesa per l'andamento degli acquisti da qui a fine anno è ora grande e la sensazione espressa dagli addetti ai lavori è quella di un mercato che riuscirà comunque a chiudere per lo meno in pareggio rispetto all'ultimo bimestre del 2007 e con un incremento su base annua inferiore della metà rispetto a quello del 2007. I numeri sono presto detti: la crescita stimata da Forrester Research per il periodo natalizio è del 12%, la più bassa di sempre, la cifra che ogni singolo consumatore spenderà sul Web per i regali sarà a detta della Consumer Electronics Association di 200 dollari in meno rispetto all'anno passato e per finire (ancora dati comScore) ad oggi il salto in avanti dell'e-commerce Usa è stato del 9%, quando un anno fa si viaggiava a fine novembre intorno al 19%.
Leggendo le note pubblicate dalle società di ricerca, le motivazioni alla brusca frenata dei consumi on line sono una sorta di ritornello monocorde: i prezzi inflazionati sui beni di base, i freni al credito e il crescente numero di licenziamenti nelle aziende stanno avanzando pressioni economiche che impongono di spendere meno. Questo il messaggio che alle orecchie dei retailer, on line e non, suonano come un allarme rosso, visto e considerato che la stagione delle vacanze natalizie porta il 40% dell'intero fatturato annuale. Secondo Forrester gli americani spenderanno alla fine sul Web sotto Natale "solo" 44 miliardi di dollari (contro i 39 miliardi del 2007) e la maggior parte di questi saranno dovuti agli acquisti di circa un quinto degli attuali shopper cibernetici.
E in Italia? Gli acquisti su Internet nel 2008, nonostante la crisi, supereranno i sei miliardi di euro (si va oltre sette arriva se si contano anche le operazioni effettuate da siti esteri) con una crescita rispetto al 2007 di oltre il 20%. Il tutto grazie all'ormai abitudinaria propensione allo shopping in Rete di circa sei milioni italiani, molti dei quali vedono nel Web il canale migliore per comprare pacchetti viaggio (il turismo da solo rappresenta il 56% dell'intero settore e crescerà nel 2008 del 28%). I dati li ha forniti di recente l'Osservatorio Netcomm della School of Management del Politecnico di Milano e se da una parte danno l'idea di un Paese che intensifica in modo costante il proprio rapporto con i media digitali dall'altra vanno comparati con quelli dei Paesi più maturi in materia di e-commerce. Lasciando stare gli Usa, in Francia, sebbene il consuntivo di crescita previsto per il 2008 sia in diminuzione rispetto all'anno precedente (27% contro 34%), il volume d'affari dello shopping on line arriverà a superare quota 20 miliardi di euro. Tre volte tanto il valore del mercato italiano. E la crisi deve ancora farsi sentire.

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Yahoo! svende Kelkoo

Mon, 24/11/2008 - 12:27
Yahoo! svende Kelkoo
Roma - È il primo accadimento seguente l'annuncio dell'abbandono di Jerry Yang della leadership di Yahoo!, e forse segnerà anche l'andamento dei prossimi mesi: con un cifra che si aggira sui 100 milioni di euro, il comparatore di prezzi Kelkoo (con base in Francia, a Grenoble, e che conta ad oggi oltre 200 dipendenti) è stato ceduto dall'azienda di Sunnyvale ad un fondo privato britannico. Un prezzo di gran lunga inferiore a quello pagato da Yahoo! nel 2004 per accaparrarsi il sito francese.

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E-commerce: su internet il negozio tradizionale batte quello virtuale

Thu, 13/11/2008 - 18:20
Secondo una ricerca di Experian, in Gran Bretagna le visite ai siti degli operatori che dispongono di negozi tradizionali sono del 19,3% superiori rispetto a quelle sui portali solo virtuali.


Nel luglio 2008 il numero di accessi ai siti web dei negozi tradizionali è risultato del 19,3% superiore alla quota raggiunta da coloro che operano solo on-line. Lo evidenzia Hitwise (società del gruppo Experian specializzata nel monitoraggio della comunicazione su Internet), in un'indagine condotta sui 100 siti dei negozi tradizionali leader di mercato e sulla controparte virtuale. Nel report "Can retailers have a happy Christmas during the credit crunch?" Hitwise-Experian rivela come da Natale 2007 ad oggi i siti dei grandi negozi tradizionali, come Argos, Next e Marks&Spencer siano stati più visitati dagli internauti rispetto a siti come Amazon o Play.com che operano solo sul Web.

Altri dati significativi emergono dall'indagine. In particolare:

nello scorso luglio si è assistito ad un incremento del 18,7% degli accessi ai siti dei maggiori negozi tradizionali, a fronte di un calo del 10,2% tra quelli solo on-line;
l'interesse per l'abbigliamento sta dilagando anche in Rete. Le visite relative alle pagine dedicate a moda e vestiario sono infatti cresciute del 34,2% in un solo anno, fino a pesare per circa un decimo degli accessi totali alle piattaforme e-commerce;
le visite ai 100 siti dei maggiori negozi tradizionali rappresentano da sole l'1,8% del totale del traffico web britannico nel luglio 2008;
i siti dei negozi tradizionali che primeggiano sono quelli di Argos, Tesco e Next, brand leader di mercato nella grande distribuzione organizzata.
"Il primato degli accessi è stato a lungo incerto e combattuto", ha commentato Robin Goad, Direttore di Ricerca di Hitwise, "tuttavia da fine 2007 i siti dei negozi tradizionali hanno avuto la meglio in Gran Bretagna, guadagnando un vantaggio tale da non permettere ancora oggi un recupero a chi opera solo sul Web. Al consumatore ormai piace acquistare on-line, ma preferisce i portali dei negozi con cui ha già avuto a che fare fisicamente. Alla luce di ciò, non deve preoccupare eccessivamente il lieve calo dell'affluenza fisica ai negozi tradizionali registrato nell'ultimo anno".



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PayPal: l'e-commerce fa crescere le PMI

Thu, 13/11/2008 - 10:42
Un'azienda italiana su quattro è online. Dalla ricerca condotta da Doxa emerge il contributo del commercio online alla crescita del business e l'importante ruolo per una ripresa delle pmi nel difficile scenario economico attuale.

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Frodi online: un sito spiega come evitarle

Wed, 12/11/2008 - 17:02
[b][color=#000000]Settemila denunce, nel solo 2007, per frodi on line, praticamente, 2 al giorno, una ogni 12 ore, con 80 persone arrestate e circa 2mila segnalate all'autorità giudiziaria. Insomma, la truffa corre sul web, soprattutto, sul fronte del commercio elettronico, con un numero di denunce in continuo aumento e che, al 30.09.2008, hanno già toccato quota 7249. Inganni che non risparmiano davvero nessuno: se, da un lato, infatti, c'è chi non ha ricevuto la merce pattuita o ha trovato nella posta di casa un prodotto diverso da quello acquistato su internet, dall'altra, ci sono le segnalazioni dei venditori che non vedono nemmeno un euro per il bene venduto. Allora, meglio prevenire, magari, con il rispetto di alcune regole base in grado di aumentare la fiducia degli acquirenti e, perché no, i propri profitti. Nasce, così, l'iniziativa, targata eBay e Polizia postale, del sito www.venderesicuro.it, dove, con un semplice click, si possono trovare 4 semplici consigli per aumentare le vendite e rendere l'acquisto più sicuro: sincerità, apertura, flessibilità ed efficienza. "Di solito - spiega la responsabile legale di eBay Marilù Capparelli - non ci si fida del venditore che non offre alternative al mezzo di pagamento, che tiene nascosti i suoi dati personali e omette di fornire informazioni sul bene messo in vendita o non garantisce all'acquirente il diritto di recesso".

Di qui, quindi, il richiamo, quando si mette in vendita on line un oggetto (ovviamente non contraffatto), a descriverlo dettagliatamente, magari, mostrando foto e senza nascondere eventuali difetti. Fondamentale, poi, non sparire nel nulla dopo aver inserito l'annuncio e rispondere sempre, in modo chiaro e trasparente, a tutte le richieste dei potenziali acquirenti interessati. Al venditore consigliato, anche, di proporre diversi mezzi di pagamenti, sicuri e tracciabili, e di seguire scrupolosamente il tragitto del bene, dal momento della spedizione a quello dell'arrivo a destinazione a casa del nuovo proprietario. "E' evidente - spiega il direttore della Polizia postale Domenico Vulpiani - che una vendita sicura aumenterà il numero di cessioni, ma, anche, diminuirà il numero di frodi, che non interessano solo l'e-commerce". Vulpiani ricorda le truffe su carte di credito, con 703 denunce nei primi 9 mesi dell'anno, le intrusioni informatiche, con 1337 segnalazioni alla polizia, il phishing, con 1871 denunce, e il dialer, con 2070 segnalazioni, per un totale di, complessive, 13230 denunce al 30.09.2008. "Il cittadino - dice - non deve sentirsi solo: c'è, anche, il commissariato di polizia on line, che risponde al 113, dove, ogni giorno, circa 20 operatori garantiscono un servizio attivo dalle ore 8 alle ore 20".

Livelli di sicurezza, comunque, garantiti, anche, da eBay, che, nel 2007, ha contato 27 milioni di utenti in rete, di cui ben 9 milioni dediti agli acquisti on line, per un giro d'affari di oltre 700 milioni di euro. Si va dalla verifica dell'identità dell'utente, alla protezione dei dati, alla segnalazione alla polizia e alla commnity di rete di eventuali irregolarità, che, nei casi più gravi, possono portare alla sospensione dell'utente, in attesa delle altre (e più gravi) sanzioni che saranno o irrogate delle autorità.


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Le tante anime del Web advertising

Fri, 07/11/2008 - 17:30
I media digitali sono una componente essenziale della vita quotidiana di moltissimi individui, sia sotto il profilo personale che sotto quello professionale. Allo Iab Forum il...

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Internet: e-commerce nel 2008 a 6 mld euro in Italia (+20%)

Wed, 05/11/2008 - 04:12
Internet: e-commerce nel 2008 a 6 mld euro in Italia (+20%)


Milano, 4 nov. - (Adnkronos) - L'e-commerce in Italia continua a crescere malgrado la crisi dei consumi. Nel 2008 infatti il fatturato delle spese via internet degli italiani tocchera' i sei miliardi euro con una crescita del 20% rispetto al 2007, fatturato che sale quasi a 7 miliardi se si considerano le spese effettuate su siti esteri. A rivelarlo e' una ricerca condotta dal Politecnico di Milano. Il settore con un tasso di crescita piu' elevato e' l'Abbigliamento con il 43%, seguito dal Turismo con il 28% e dall'Editoria, musica ed audiovisivi con il 20%, mentre tutti gli altri comparti fanno registrare tassi di crescita inferiori alla media del mercato. Nonostante questo sia un buon risultato resta forte il divario che ci separa dagli altri Paesi industrializzati. Con una crescita del 20%, allineata a quella dei principali Paesi europei, l'Italia rimane indietro agli altri, sia in termini di valore assoluto dell'e-commerce, l'Italia e' un decimo della Gran Bretagna e un terzo della Francia, che in termini di penetrazione dell'e-commerce sul totale delle vendite ai consumatori finali (quasi 1% in Italia contro valori che vanno dal 3 al al 10% circa negli altri paesi).

Adnkronos
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Compri un Motorola Aura? Non potrai rivenderlo su Ebay!

Tue, 04/11/2008 - 16:02
La notizia è decisamente particolare e, nell mondo della telefonia, suona decisamente come nuova: chi comprerà il Motorola Aura non potrà rivenderlo su Ebay.

Fonti vicine a Register Hardware riportano infatti che per evitare la creazione di un mercato parallelo all'uscita del suo luxury phone, Motorola sembra intenzionata a far firmare un contratto che vincola il consumatore a non rivendere il cellulare tramite il noto sito di aste online. Chi volesse rivendere il suo terminale avrebbe, sempre stando alla fonte, una sola ipotesi, rivenderlo a Motorola.

Non è ben chiaro se la mossa faccia parte di una strategia per portare questo telefono di lusso, con display circolare, all'attenzione dei media, ma sicuramente con il suo prezzo superiore ai 1500 euro il Motorola Aura potrebbe facilmente prestarsi a operazioni di speculazione e quindi il colosso statunitense potrebbe, in effetti, pensare a misure preventive.

Al momento non si può che attendere la commercializzazione ufficiale del dispositivo per avere, o meno, la conferma del vincolo contrattuale.


http://www.hwupgrade.it/news/telefon...bay_27051.html



IL QUARTIERINO DEI FURBETTI COMINCIA RESTRINGERSI. :-)
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Cresce il commercio elettronico

Tue, 04/11/2008 - 13:40
Nel 2008 gli acquisti su Internet supereranno i 6 mld (+20%)

(ANSA) - MILANO, 4 NOV -
Nel 2008 in Italia gli acquisti su Internet supereranno i 6 mld (+20% sul 2007) con una quota dell'1% sul totale delle vendite retail.
A utilizzare il commercio elettronico sono circa 6 milioni di italiani ma sono 18 milioni - secondo la ricerca presentata dall'osservatorio Netcomm-School of management del Politecnico di Milano - quelli che utilizzano la rete per ricercare informazioni su prodotti e servizi e che potrebbero diventare nel futuro acquirenti.

Leggi su ANSA.it
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4 Novembre 2008 - Innovazione, chi ostacola i veri Micropagamenti?

Tue, 04/11/2008 - 12:08
Roma - Agli albori della Internet commerciale, nel lontano 1995, su una delle riviste di settore di allora (la versione americana di PC Magazine, di Byte o Doctor's Dobbs Journal, ora non ricordo) ho letto un articolo fondamentale su un tema che oggi appare quasi dimenticato: i micropagamenti.
Continua......

Fonte Punto Informatico

Ciao

Sèvero
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Ibm va alla guerra contro l'hacker nel banking online

Fri, 31/10/2008 - 17:40
La sicurezza nelle transazioni bancarie online non basta mai, a causa soprattutto della continua corsa in avanti dei cybercriminali dal punto di vista tecnologico. Un settore, quello...

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Edizioni master fa la spesa sul Web

Mon, 27/10/2008 - 13:11
E' ufficiale l'annuncio dell'acquisizione da parte di Edizioni Master , tramite la controllata Master New Media Srl, del sito Punto-informatico.it . Basta guardare gli ultimi...

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22 Ottobre 2008 - Tuttoconsumatori: acquisti, la metà degli italiani cambia il luogo

Fri, 24/10/2008 - 12:40
Il 53% degli italiani ha cambiato, per effetto della crisi economica, i luoghi in cui va a fare la spesa. Oltre metà dei consumatori italiani privilegia dunque gli hard discount, ma anche i mercati rionali, le bancarelle e soprattutto gli acquisti diretti dai produttori, ovvero nei cosiddetti "farmers market" per i quali si registra un vero boom. E' quanto emerge dall'Indagine Swg Coldiretti sulle abitudini alimentari, divulgata in occasione della presentazione dei dati Istat sul commercio al dettaglio che evidenziano un calo ad agosto sia su base mensile (-0,5%) che annuale (-1,3%).

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AICEL: Sono Sicuro per l'e-commerce di qualità

Wed, 15/10/2008 - 10:26
08/10/2008
L'associazione lancia un nuovo progetto per aiutare i consumatori a scegliere negozi e-commerce che rispettino parametri di qualità e sicurezza per gli utenti.

E-commerce, si sa, è uno di quei termini che racchiude tanto da dire e da fare e che suscita reazioni differenti. Se da un lato cresce, se se ne apprezzano le caratteristiche, dall'altro, in molti consumatori, suscita una certa diffidenza e viene utilizzato con beneficio d'inventario (per intenderci, compro online ma non voglio usare la carta di credito).

Non si tratta sempre di timori di consumatori digital divisi, ovviamente. Spesso la mancanza di serietà o semplicemente la poca conoscenza dello strumento ingannano consumatori e merchant. La differenza è che - normative a parte - nel negozio sotto casa diventa più facile affrontare il lato oscuro dell'acquisto se si presenta. O almeno questa è la percezione.

Eppure c'è chi online compra da anni con soddisfazione, quindi sono bene accetti tutti gli strumenti in grado di offrire la medesima percezione di 'controllo' per chi acquista anche sul web.

AICEL, l'Associazione Italiana del Commercio elettronico, propone una nuova certificazione con il progetto "SonoSicuro". Non è la prima iniziativa del genere (c'è chi facendo e-commerce si è attrezzato in proprio), si spera che possa essere - nella frammentarietà del panorama e-commerce, un passo avanti utile per domanda e offerta.

SONOSICURO - si leggge sul sito - è una vera e propria certificazione che contrassegna gli e-commerce che si impegnano a garantire alti livelli di qualità di servizio alla propria clientela. Non si parla solo di sicurezza quindi ma anche di standard di servizio.

Per ottenere tale certificazione i negozi on-line debbono seguire un percorso articolato che ha lo scopo di migliorare la soddisfazione della loro clientela e quindi aumentare le vendite.
Pertanto, scegliendo un sito certificato SONO SICURO, il navigatore potrà effettuare i suoi acquisti in massima tranquillità consapevole che i suoi diritti sono tutelati.

Per il negozio che intraprende il percorso per ottenere il certificato, significherà:
  • da un lato differenziarsi dalla propria concorrenza sottolineando l’impegno di soddisfare le richieste della propria clientela,
  • dall’altro migliorare concretamente la propria azione di vendita.

In altri termini, attraverso l’acquisizione della certificazione SONO SICURO il negozio on-line potrà ottenere supporto e consulenza sulle buone pratiche del commercio elettronico evitando errori comuni e fatali.

Per il consumatore i vantaggi sono abbastanza intuitivi.
L’obiettivo della certificazione è di facilitare gli acquirenti nell’individuare negozi affidabili.

Per poter esporre il logo – corrispondente al certificato emesso – il negozio on-line deve garantire la propria clientela in termini di:
  • qualità di servizio
  • trasparenza delle condizioni di vendita
  • chiarezza delle comunicazioni e della gestione della privacy
  • sicurezza delle transazioni economiche
  • corretta informazione pubblicitaria

In caso di comportamento non aderente ai requisiti il certificato viene ritirato.
Inoltre, il certificato viene verificato annualmente e in tale momento di controllo si procede con la revisione dell’intera struttura del sito e delle sue procedure commerciali.
In qualsiasi momento, l’utente può verificare lo status del negozio cliccando sul logo SONO SICURO.

Insomma anche se i "bollini" nonsempre hanno dato risultati apprezzabili, un percorso condiviso e serio potrebbe contribuire a ridurre un po' di quella diffidenza su questo modi di acquistare.


Fonte: i.dome
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Finalmente SonoSicuro dell?e-commerce

Tue, 14/10/2008 - 10:11
Iniziativa senza precedenti di AICEL: presentata la certificazione SONOSICURO, l’acquisto intelligente.

SONOSICURO è il primo progetto in Italia ideato specificatamente per far avvicinare all'e-commerce la fascia di popolazione di non acquirenti che - pur possedendo tutte le potenzialità per accedere agli acquisti on-line - ancora non si fida.

Per ottenere tale ambizioso risultato SONOSICURO ha deciso di lavorare fin dalle fondamenta del commercio elettronico. Ha infatti, ideato un percorso di certificazione che permette ai negozi on-line di recepire al meglio le reali richieste dei consumatori, applicandole alle attività di vendita e di assistenza.

Pertanto i negozi on-line certificati SONOSICURO debbono garantire la propria clientela in termini di:
- qualità di servizio
- trasparenza delle condizioni di vendita
- chiarezza delle comunicazioni e della gestione della privacy
- sicurezza delle transazioni economiche
- corretta informazione pubblicitaria


Inoltre, il certificato SONOSICURO è continuamente soggetto a monitoraggio e verifica: qualora i consumatori segnalassero dei comportamenti anomali attuate da parte del negozio on-line a questo verrà ritirato immediatamente la certificazione.


'Una delle caratteristiche del tutto innovative della certificazione SONOSICURO è legata alla volontà di creare valore sia per i merchant, sia per i consumatori finali. ' Spiega Andrea Spedale, presidente di AICEL 'Per ottenere tale risultato è fondamentale che i negozi on-line vengano effettivamente seguiti e supportati sia nel momento dell'ottenimento della certificazione, sia nella fase successiva del suo mantenimento.
Il progetto SONOSICURO nasce da un lavoro durato due anni. Durante questo periodo un gruppo di consulenti ha analizzato per conto di AICEL gli elementi critici delle compravendite on-line collegandoli in particolar modo con quanto richiesto dall’attuale normativa. Oltre a questi aspetti sono anche stati inseriti nello studio quelli legati alla soddisfazione del cliente e alle ‘zone d’ombra’ tipiche degli acquisti sul web.
Il risultato di tale ricerca è quindi un pool di criteri che i merchant dovranno implementare, rispettare e condividere per poter ottenere la certificazione.'

Informazioni sul certificato SonoSicuro e su come ottenerlo sono disponibili sul sito di SonoSicuro, l’acquisto intelligente raggiungibile all’indirizzo www.sonosicuro.it


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13 ottobre - ilSole24ore - SONOSICURO certifica l'e-commerce

Tue, 14/10/2008 - 09:23
L'Associazione per il commercio elettronico lancia un progetto per garantire le vendite online

Aicel, Associazione italiana per il commercio elettronico, ha presentato Sonosicuro, il primo progetto in Italia ideato specificatamente per far avvicinare all'e-commerce la fascia di popolazione di non acquirenti che - pur possedendo tutte le potenzialità per accedere agli acquisti online - ancora non si fida ad acquistare su Internet.
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Il Nobel dell'economia a Paul Krugman

Mon, 13/10/2008 - 13:31
Studia modelli di commercio e la localizzazione delle attivita'  economiche. Critico della politica economica di Bush

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Ad Arezzo un convegno sulle normative del commercio elettronico

Fri, 10/10/2008 - 13:47
Dall'Osservatorio del Commercio Elettronico: http://www.marketpress.info/notiziar....php?art=77041

La Camera di Commercio di Arezzo ha organizzato un seminario formativo rivolto a imprese, professionisti e studenti che si terra presso la sede camerale, mercoledi 22 Ottobre dalle 9,45 -13,30.
Obiettivo: Ai partecipanti saranno forniti gli strumenti per comprendere le conseguenze legate all'applicazione delle normative nazionali e comunitarie in materia di commercio elettronico inerenti alla conclusione di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza, alla formazione, archiviazione e trasmissione dei documenti con strumenti informatici e telematici.
Di particolare interesse e l'attuazione in Italia della normativa comunitaria in materia di commercio elettronico che prescrive le informazioni minime che devono essere fornite da di effettua commercio elettronico
Programma:
Introduzione alla disciplinadel commercio elettronico; le fonti normative e le principali problematichelegali
Ilcommercio Elettronico Business To Business(b2b): Fare affari on line: l'e-procurement, le piazze di mercato digitali e le principali tipologie di contratti; La disciplina del documento informatico, le firme elettroniche e la posta elettronica certificata: cenni; Il contratto telematico, la legge applicabile ed il giudice competente nel commercio elettronico internazionale; Aspetti generali della proprieta industriale ed intellettuale in rete. I marchi ed i conflitti tra segni distintivi e nomi didominio: cenni.
Il Commercio Elettronico Business To Consumer (B2c): Il negozio virtuale [: il web site e la registrazione del nome di dominio]; La formazione dei contratti in rete e la tutela dei consumatori (clausole vessatorie, clausole abusive e loro accettazione online).
L' e-commercenella Comunita europea Organizzazione: Sportello Per L'internazionalizzazione Globus -Sprintoscana Camera di Commercio Arezzo in collaborazione con: Sportello Regionale Sprintoscana Toscana Promozione Ordini Professionali dei Dottori Commercialisti e Esperti contabili,Consiglio Spedizionieri Doganali e Consulenti del Lavoro.
La partecipazione al Seminario e gratuita Modalita Di Partecipazione: Tel. 0575303806, Fax 0575-300953 - email: carla. Fabbrini@ar. Camcom. It.
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