Notizie dall'e-commerce

Syndicate content Ecommerce forum by AICEL - RASSEGNA STAMPA
Articoli in rete sulla rete, tutto quello che si dice sull'e-commerce e dintorni.
Updated: 6 min 4 sec ago

E-commerce ed e-book: un sodalizio vincente

Wed, 28/07/2010 - 16:00



e-book


Una strategia commerciale in chiave anti-iPad che però ha avuto importanti ripercussioni su tutto il mercato, al punto che si parla di sorpasso del libro in formato cartaceo da parte di quello in formato elettronico.

Non è detto che questo debba per forza segnare la fine delle case editrici tradizionali, ma di sicuro esse dovranno adattarsi ai cambiamenti del mercato. E anche i prezzi dovranno adeguarsi, naturalmente al ribasso. In caso contrario potrebbe ripetersi anche in altri Paesi quanto avvenuto negli States, dove alcuni agenti letterari stanno prendendo contatti direttamente con Amazon, saltando a piedi pari le case editrici.
Cosa accade, da questo punto di vista, nel mercato italiano?
Il primo semestre del 2010 ha evidenziato un trend positivo sia per il commercio elettronico che per il mercato degli e-book e degli e-book reader. D’altronde, sempre più persone hanno fiducia nell’online e solitamente chi acquista sul web torna a farlo. Magari proprio per acquistare un e-book reader, che ci permette di portare in vacanza un’intera biblioteca!





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E-commerce: uno strumento per superare la crisi?e diventare più green!

Thu, 08/07/2010 - 16:50



Gli ultimi anni hanno visto sempre più persone e aziende avvicinarsi all’universo dello shopping online. Convenienza, vasto assortimento e crescente sicurezza dei pagamenti rendono sempre più appetibile fare acquisti sul web. Parallelamente, utenti e merchant stanno imparando ad apprezzare alcuni strumenti in grado di garantire trasparenza informativa ai consumatori e dare visibilità ai venditori, come gli shopping blog e i comparatori di prezzo.

Le categorie merceologiche a disposizione sono le più varie: dai cellulari all’alta moda, dalle telecamere alle automobili, sul web si trova proprio di tutto.

Se queste motivazioni non vi bastano, eccone un’altra alla quale forse non saprete resistere: l’e-commerce non è soltanto vantaggioso, ma anche ecologicamente sostenibile. Uno studio recentemente realizzato dal Center for Energy and Climate Solutions rivela infatti che il commercio elettronico ha un impatto del 40% inferiore rispetto alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

Il segreto sta nell’accorciamento della filiera distributiva. Infatti, quando si acquista online, di fatto si salta il passaggio delle merci dal magazzino al negozio: un’ulteriore struttura che va costruita, riscaldata e mantenuta. Comprando sul web, invece, la merce passa direttamente dal magazzino al consumatore, evitando così un passaggio intermedio che spesso implica un lungo viaggio dal considerevole impatto ambientale.

Un’ulteriore motivazione per continuare a comprare online…e convincere anche amici e conoscenti ad adottare questa abitudine, conveniente e sostenibile.



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Twitter verso lo shopping online

Wed, 07/07/2010 - 14:21
Il microblog lancia un account che pubblica offerte per acquisti

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[Piacenza]: finanziamento per il commercio elettronico

Sun, 04/07/2010 - 21:14



Provincia Piacenza


La Giunta provinciale ha approvato il nuovo Bando per l’accesso ai finanziamenti destinati a progetti nel settore commercio (Legge Regionale 41/97).


Agli incentivi possono accedere sia le piccole/medie imprese esercenti il commercio e gli interventi finanziati possono riguardare l’introduzione di innovazioni nella movimentazione delle merci e nelle tecniche di vendita o ristorazione, l’innovazione della gestione aziendale e organizzativa, l’attivazione di esercizi polifunzionali e lo sviluppo del commercio elettronico.
Possono essere ammesse anche le iniziative già intraprese nei 12 mesi precedenti.

Il Bando 2010 con le nuove disposizioni e la modulistica sono disponibili sul sito della Provincia www.provincia.pc.it nella sezione “Commercio”.

Fonte: Provincia Piacenza


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Rich Janitor Marketing System Review, Bonus and Discount

Sat, 03/07/2010 - 03:21
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E-Commerce: sempre più aziende vendono on-line

Wed, 30/06/2010 - 01:34



E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese del 2009 e del primo trimestre 2010, nonche’ su dati Istat del 2010.
Un settore, quello dell’e-commerce, in cui nel 2010 operano 6.186 aziende.

Sono oltre 5,6 milioni di italiani che fanno acquisti su internet e quasi un terzo delle vendite avviene tra Lombardia (18,3) e Lazio (12,7%).
Tra gli utenti che hanno utilizzato internet nell’ultimo anno, il 24,4% ha ordinato o comprato merci e servizi online. In rete si comprano soprattutto biglietti ferroviari e aerei (38,4%) e vacanze (27,6%).
Ma anche libri e riviste (27,1%), abiti e articoli sportivi (21,9%), film e musica (20,8%) e biglietti per spettacoli (17,6%).



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Prada alla conquista del mercato e-commerce USA

Wed, 30/06/2010 - 00:21



Prada


La presenza di Prada sulla rete punta da sempre sui contenuti, dalle animazioni originali di Trembled Blossoms o Fallen Shadows del regista James Lima fino al concorso musicale e i progetti di cortometraggi realizzati da giovani registi.

La nuova sezione dedicata al mercato USA dell’E-Store punterà sulla stessa strategia, focalizzando sulle collezioni di pelletteria donna e uomo e sugli occhiali con grande dinamismo e una facilità d’acquisto.
Spazio interattivo, l’utente, attraverso una combinazione di caratteristiche diverse che includono contenuti, servizi e commercio, svolge un ruolo attivo all’interno dell’universo Prada e dei suoi prodotti.

Una funzione E-Gift è anche prevista per permettere ai clienti anche di effettuare comodissimi regali online, ma anche una consegna al destinatario con un biglietto personalizzato.
Presto, il servizio di E-Store firmato Prada sarà disponibile anche in Giappone. E.L.

Fonte: FashionTime



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DIA ad efficacia immediata per tutte le nuove attività e-commerce

Mon, 21/06/2010 - 16:50



Arriva la DIA


Il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, pubblicato sul S.O. n. 75 alla G.U. n. 94 del 23 aprile 2010,  recepisce la Direttiva 123/2006/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006.
Con questa direttiva la Comunità Europea ha indicato quale suo obiettivo prioritario l’eliminazione delle barriere allo sviluppo del settore dei servizi tra Stati membri, per il cui raggiungimento prevede la semplificazione normativa e amministrativa della regolamentazione e, in particolare, delle procedure e delle formalità relative all’accesso e allo svolgimento delle attività di servizio.

Per effetto dell’ Art. 68 del decreto, in vigore dal 8 Maggio 2010,  l’avvio dell’attività di vendita dei prodotti appartenenti al settore merceologico alimentare e non alimentare  mediante le forme speciali di vendita (fra le quali rientra il commercio elettronico)  è soggetta alla DIA ad efficacia immediata.

E’ una semplificazione importante in quanto non obbliga il neo-merchant ad attendere i trenta giorni prima dell’avvio dell’attività previsti dall’abrogato istituto della comunicazione (il ‘famoso’ modello  COM 6 BIS) inserito all’interno del decreto legislativo n.114/1998.

Rimangono comunque validi tutti gli aspetti sanzionatori già previsti dall’Art.22 del precedente decreto del 1998:  il mancato invio al comune competente per territorio della DIA ad efficacia immediata e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino a lire 30.000.000.

Link utili:

D lgs 26 marzo 2010 n59 – Scheda di sintesi

D lgs 26 marzo2010 n59 – CIRCOLARE

D lgs 26 marzo 2010 n59



Non tutti i comuni hanno già provveduto a rendere disponibile il modello DIA.
A titolo esemplificativo è possibile valutare la documentazione messa a disposizione dal Comune di Brescia (DIAP aniché DIA) al seguente link:
Modello DIAP Comune di Brescia



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Diritto Recesso: le spese di consegna devono essere rimborsate

Mon, 21/06/2010 - 09:01



Sentenza Corte Europea


La Corte di Giustizia Europea  con sentenza del 15 aprile scorso emessa nella causa C-511/08 ha risolto un dubbio interpretativo  riguardante la  direttiva Europea 97/7/CE trasfusa in Italia nel Codice del Consumo ( D.Lgs.206 del 2005).

Tale sentenza ha una valenza importantissima per l’attività quotidiana dei merchant.

La vicenda che ha portato alla decisione della Corte era la seguente: una società tedesca specializzata nella vendita per corrispondenza  prevedeva, nelle proprie condizioni generali di contratto, che le spese “originarie” di consegna del bene al consumatore rimanessero acquisite al venditore in caso di recesso del consumatore. Un’associazione di consumatori  aveva dunque promosso contro detta azienda una causa diretta ad ottenere la modifica delle condizioni contrattuali di modo che  al consumatore, in caso di recesso, fossero restituite, oltre al costo del bene, anche le spese sostenute per la spedizione. La Corte tedesca, non essendo chiaro sul punto  il dettato della direttiva europea dalla quale sono scaturite le normative dei singoli Stati a tutela dei consumatori, ha sottoposto la questione alla Corte di  Giustizia della Ue.

Quest’ultima ha dunque dovuto pronunciarsi sul seguente quesito: secondo la direttiva europea è consentito alle normative nazionali addebitare al consumatore le spese “originarie” di consegna dei beni quando è esercitato il diritto di recesso?

Ebbene, la Corte di Giustizia  ha fondato la propria decisione sull’articolo della direttiva europea che tratta la questione ( art.6 n.1 e n. 2 direttiva 97/7) il quale prevede che “il fornitore è tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, che dovrà avvenire gratuitamente” e che “ le uniche spese eventualmente a carico del consumatore dovute all’esercizio del suo diritto di recesso sono le spese dirette di spedizione dei beni al mittente”.

Ha dunque chiarito che in capo al venditore sussiste un obbligo generale di rimborso riguardante tutte le somme versate dal consumatore risultanti dal contratto, qualunque sia la causa del pagamento delle stesse.

Quindi non può essere svolta una distinzione tra prezzo del bene e spese di consegna: il merchant deve restituire tutte le somme versategli dal consumatore.

Infatti, ritengono i giudici europei, lo scopo della direttiva è quello di evitare che il consumatore sia dissuaso dall’esercitare il suo diritto recesso. E per il consumatore dover sostenere, oltre alle spese di restituzione al venditore-mittente, anche quelle di consegna “originarie”, potrebbe rendere antieconomico l’esercizio del diritto di recesso e dunque scoraggiarlo dall’esercitarlo.

Rimane, invece, pacifico, che spettano al consumatore le spese dirette di restituzione del bene al mittente (merchant) ma, attenzione, solo ove ciò sia espressamente previsto dal contratto. Concludendo, il merchant, in caso di recesso del consumatore,  dovrà provvedere a restituirgli tutte le somme che ha ricevuto: prezzo del bene e spese di consegna. Dovrà, poi, non dimenticarsi di inserire nelle clausole contrattuali l’obbligo a carico esclusivo del consumatore di sostenere le spese di restituzione del bene al mittente in caso di recesso.

Avvocato Cristina Rodondi – Consulente AICEL

Link Utili:
Sentenza dell corte





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IPER si decide: via all?e-commerce

Fri, 11/06/2010 - 00:23



Iper Supermercati


La nota catena di supermercati IPER  - presente in 7 regioni d’Italia con 26 ipermercati a insegna “Iper, La grande i” - ha lanciato una nuova iniziativa e-commerce per favorire il risparmio del consumatore

“Cliccasconti Tecnoutlet” è l’outlet virtuale di prodotti di tecnologia, un canale per vendere direttamente online i prodotti tecnologici in promozione.

L’iniziativa portata avanti da Iper spezza quel filo invisibile che costringe il cliente, sempre e comunque, a doversi recare fisicamente nel punto vendita a fare la spesa per sfruttare gli sconti e i vantaggi proposti.

Gli utenti (per ora solo quelli registrati) hanno la possibilità di accedere a un’ampia vetrina di prodotti tecnologici, esplorarne i dettagli, selezionare le offerte di proprio interesse e procedere all’acquisto od eventualmente scegliere il punto vendita “Iper” più comodo presso il quale ritirare la merce.



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i numeri dell?e-commerce

Thu, 10/06/2010 - 22:00



A maggio l’e-commerce ha dato i numeri… non nel senso che tutti i merchant italiani sono caduti in preda di una qualche forma di isteria collettiva – quello sempre: percorrere le vie impervie dell’innovazione cos’è se non una follia ? – ma nel senso che maggio è stato il mese delle tante presentazioni di Casaleggio, del Politecnico, di Eurisko e di Contactlab.
Senza entrare nel merito, in entrambi i casi si è ragionato circa l’apporto del gaming  - un business che ha preso molto significativamente piede nel corso dell’ultimo anno in Italia – alle transazioni digitali e che nel caso di Casaleggio viene considerato parte integrante dei valori del commercio elettronico nel nostro Paese.

Personalmente ho qualche dubbio: mi pare che estendere a questo ambito lo spettro dell’e-commerce ci allontani dal misurare l’efficacia con cui questo canale sia un’opportunità per le imprese italiane.
Ma certo merita sottolineare quanto questo settore da un lato testimoni la generale disponibilità dell’utenza italiana nello spendere sulla Rete dall’altra evidenzi come il problema dell’e-commerce sia tutto dal lato dell’offerta. Quando c’è il prodotto – correttamente posizionato secondo le logiche del digitale (e del mobile) – gli acquirenti accorrono e lo fanno per gioco, per impulso, per scelta. Approfittiamone.



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torna a correre l?e-commerce nel 2010

Tue, 18/05/2010 - 17:00



ROMA (MF-DJ) – Il totale delle vendite realizzate da siti italiani registra  un incremento del +16% toccando quota 1.425 milioni di euro.
Con una crescita di tutti i compartimenti dall’abbigliamento +51%, l’informatica ed elettronica +23%, turismo +23%, l’editoriale, musica ed audiovisivi +19%, assicurazioni +18%, al grocery +17%

L’e-Commerce B2c in Italia, che e’ inteso come il totale delle vendite realizzate da siti italiani, nel 2009 ha chiuso a quota 5.636 milioni di euro, registrando un -2% sul totale del 2008.

“Nel primo trimestre del 2010 – ha dichiarato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e School of management del Politecnico di Milano – l’e-commerce B2c ha ripreso il percorso di crescita che siera temporaneamente arrestato nel 2009, facendo registrare un aumento del 16% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Se nel 2009 poco piu’ del 60% delle aziende analizzate dichiarava di crescere, nel 2010 la quota di aziende in crescita sfiorera’ il 90% e, di queste, il 35% dovrebbe essere in crescita di oltre di 30% e il 31% tra il 10 e il 30%”. – Continua Perego -, “bene anche l’export che per il 2010 dovrebbe finalmente superare il miliardo di euro, grazie agli ottimi risultati di Abbigliamento e Turismo. Non dimentichiamo infine che l’eCommerce resta, anche a fine 2009, il piu’ importante tra i mercati difitali consumer, seguito dal Gioco online, il vero fenomeno dirompente degli ultimi due anni nel nostro Paese”. com/lor

Fonte: (END) Dow Jones Newswires



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Internet: e-commerce, nel primo trimestre vendite +16% stima di 6,505 mld per tutto 2

Tue, 18/05/2010 - 15:50
Internet: e-commerce, nel primo trimestre vendite +16% stima di 6,505 mld per tutto 2010


(18/05/2010 - 15:33:58)

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Social Shopping: FaceBook is enough ? per ora

Mon, 17/05/2010 - 10:40



Blippy



Hanno suscitato un qualche clamore oltreoceano siti di social shopping come Blippy che consentono agli utenti di condividere le informazioni relative ai loro acquisti online in virtù dell’accesso alla propria casella e-mail (sic) in modo tale da controllare gli scontrini e visualizzarne i dettagli (negozi da cui si è comprato, prezzo, prodotto).

In pochissimo tempo 125 mila utenti hanno dato l’autorizzazione, forse non troppo consapevoli degli aspetti di sicurezza e di privacy coinvolti.

Al di qua dell’oceano invece qualche dubbio sul livello di socializzazione delle informazioni c’è, ma certamente la crescita di Foursquare (1 milione di utenti attivi e molto buzz sulla Rete e fuori), con il quale si possono condividere i movimenti della propria giornata fuori dalla palestra e dentro un ristorante, ci fa riflettere su cosa voglia l’utente.

L’utente – è chiaro – vuole sostanziare la propria identità digitale delle proprie abitudini e delle proprie preferenze. Alle aziende spetta il compito di avvalersi di questa propensione per incentivare la viralità della comunicazione.

Come fare ? Rendendolo protagonista responsabile delle sue scelte e non subordinando i vantaggi derivanti da una relazione più stretta alla condivisione forzata di informazioni.
Facciamo sì che il nostro utente ripaghi, anche all’interno del nostro sito, i nostri prodotti e i nostri servizi con un “I like” perchè questo possa apparire sul suo wall di Facebook e così circolare.

Per ora questo è sufficiente.


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gimme the info ? acquistare online consapevolmente

Wed, 12/05/2010 - 17:40



Il video sugli acquisti on-line prodotto dalla Comunità Europea.

Da non perdere!!



Know what’s right online. Stay in your slippers

On the Internet, shopping can be easy. Shops are open 24/7, customers can get more choice and often great prices.

Whats more, if you buy something online you have the same rights as if you buy it in person.  So youre entitled to repairs, refunds and/or your money back if necessary.

But to avoid disappointment if you receive the wrong product or service, one thats broken or that simply doesnt turn up – follow our tips when buying online from another EU country. Theyre easy and can save you lots of problems.



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E-commerce: Alibaba sposa Yahoo!Shopping

Mon, 10/05/2010 - 16:30
Gigante cinese si accorda con ramo giapponese di Yahoo

La cinese Alibaba annuncia l'alleanza fra la sua Taobao, rivenditore al dettaglio on line, e il ramo giapponese di Yahoo! Shopping. Il gigante cinese dell'e- commerce avvia cosi' la sua strategia di internazionalizzazione.

Secondo quanto riporta il Financial Times, a partire dal primo giugno Yahoo! Japan Shopping offrira' ai suoi utenti i circa 50 milioni di annunci di prodotti cinesi di Taobao, mentre TaoJapan offrira' 8 milioni di annunci giapponesi per i consumatori cinesi.

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Internet: Bankitalia, banche possono aiutare sviluppo e-commerce

Tue, 04/05/2010 - 14:51
Internet: Bankitalia, banche possono aiutare sviluppo e-commerce

E' ancora troppo poco diffuso il commercio elettronico nel nostro paese, ma le banche potrebbero essere un importante fattore di sviluppo di questa piattaforma di vendita.
E' quanto sottolineato da Bankitalia durante un convegno tenutosi stamane a Milano nella sede di Assolombarda. "Nonostante i progressi compiuti nella dotazione tecnologica da parte delle imprese, -spiegano da Banca d'Italia - i siti vengono utilizzati prevalentemente da 'vetrina' per la vendita virtuale di beni e servizi", ma rimane modesta l'espansione del commercio elettronico.

Secondo dati raccolti dalla Banca d'Italia nel 2008, "mentre oltre la meta' delle imprese fa acquisti in rete, soltanto una impresa su dieci realizza vendite tramite la rete, a conferma - dichiara Banca d'Italia - dei lenti progressi del commercio elettronico presso le famiglie".

A frenare il ricorso delle imprese italiane all'e-commerce sarebbe, secondo Banca d'Italia, l'esigenza di un contatto diretto con i clienti e con i fornitori, nonche' "l'insufficiente presenza di controparti in rete e l'incertezza sulla loro identita' e affidabilita'".

Una possibile soluzione potrebbe venire dalle banche che, dato il "diffuso ricorso alla rete" nei rapporti con le imprese, potrebbero essere un "importante fattore di propulsione" per lo sviluppo del commercio elettronico.

La diffusione dei servizi bancari in rete - rende noto Banca d'Italia - ha superato il 90% dei casi e quasi il 70% delle imprese si serve dei servizi bancari in rete. Questo e' dovuto al fatto che relazionandosi con le banche le imprese trovano "un interlocutore affidabile e certo, servizi standardizzati, regole chiare e risparmio di tempo".


(04/05/2010 - 14:33:20)

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Il commercio elettronico italiano e gli acquirenti esteri

Sat, 24/04/2010 - 08:51
Interessantissima lettura, da "il sole24 ore", su commercio elettronico italiano e vendite all'estero.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia e Lavoro/2010/04/ue-ecommerce.shtml
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Ue: norme antitrust per commercio web

Tue, 20/04/2010 - 21:20
Ma e' polemica da parte dei principali siti di vendita on line

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