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Emilia-Romagna: arriva la DIA, ecommerce subito!

Notizie dall'e-commerce - Sat, 06/03/2010 - 20:31



Emilia Romagna


Dallo scorso 27/02/2010 anche in Emilia-Romagna non sarà più necessario presentare il modello COM6BIS per iniziare l’attivavita di commercio elettronico. Basterà la Denuncia Inizio Attività (DIA) che avrà effetti immediati.

Secondo quanto previsto dall’art.41 della legge regionale dell’Emilia Romagna n.4/2010, non sarà più necessario quindi attendere i 30 giorni di silenzio assenso dopo la comunicazione di inizio attività al comune per poter avviare l’attività di commercio al dettaglio in esercizi di vicinato e per le forme speciali di vendita e quindi anche le attività di vendita per corrispondenza o altri sistemi di comunicazione e di commercio elettronico.

L’Emilia segue la Lombardia che già nel 2008 aveva attivato in via sperimentale la semplificazione dei procedimenti ed eliminazione delle certificazioni per l’avvio delle attività economiche introducendo la DIAP.

Link: Legge Regionale Emilia Romagna n.4/2010



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eCommerce: lo stress si vince con il Performance Management

Notizie dall'e-commerce - Fri, 05/03/2010 - 17:40

Computer Associates


Mai sottovalutare lo stress da eCommerce.
Lo sostiene una ricerca promossa da CA e realizzata da Fuoviance, società di consulenza specializzata nella customer experience.

Una esperienza di eCommerce deludente, in sintesi estrema, rende difficile sia la fidelizzazione dei clienti già acquisiti, sia la ricerca di nuovi.

Allo studio, basato su rilevazioni neurologiche e fisiologiche hanno preso parte soggetti volontari di diversa nazionalità (Italia inclusa), ai quali è stata applicata fra l’altro una calotta da EEG (elettroencefalogramma) per monitorare l’attività delle onde cerebrali. Obiettivo era analizzare lo stress da Web correlato alle performance delle applicazioni online e misurarne gli effetti diretti sui comportamenti e sulle abitudini d’acquisto.

Dalle misurazioni è dunque emerso che in presenza di siti Web poco performanti, i partecipanti hanno dovuto concentrarsi fino al 50% e hanno mostrato evidenti segni di agitazione e nervosismo.
Ai volontari è stato richiesto di cercare un pc portatile e un’assicurazione per i viaggi da acquistare via Web e proprio ricerca e pagamento sono stati i momenti nei quali gli esaminati hanno dato segni di maggiore stress.

Naturalmente non si è trattato di un esperimento fine a se stesso. Dai risultati emergono infatti chiare alcune importanti indicazioni per chi utilizza il canale Web come strumento di business.
L’esperienza online è fondamentale per fidelizzare i propri clienti e per ampliare il proprio portafoglio. Per questo, oltre alla modalità con la quale il sito è stato progettato e la qualità della connessione, chi gestisce siti di commercio elettronico dovrebbe misurare anche le performance delle relative applicazioni Web, ricorrendo a strumenti di Application Performance Management.

Non bisogna infatti dimenticare nemmeno i risultati di un precedente studio, secondo il quale di fronte ai malfunzionamenti di un sito Web, nel 40% dei casi gli utenti vanno a cercare un sito alternativo e nel 37% dei casi interrompono l’intera transazione. Solo in percentuale minima (18%) gli utenti si preoccupano di segnalare eventuali problemi.

Fonte: 01Net



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FIAT: le auto usate si compreranno on-line

Notizie dall'e-commerce - Mon, 15/02/2010 - 16:40

FIAT


Vendere l’auto usata online:  sembra essere questo il nuovo progetto Fiat, decisa ad allinearsi alle nuove strategie di mercato in un mondo che vive sempre più sul web.
L’iniziativa rappresenterebbe in questo momento di crisi un aiuto per tutti i concessionari che l’anno scorso hanno dovuto licenziare migliaia di persone.

Considerando questo, l’iniziativa potrà comunque concretizzarsi solo nei prossimi mesi.
“Il web è diventato un canale molto diffuso e quindi Fiat sta portando avanti anche questo progetto, che non è comunque ancora attivo”.
Lo affermano ad alcune agenzie di stampa, fonti del settore automotive: “Non usare questa possibilità sarebbe una limitazione del raggio d’azione del gruppo”.

Fonte: Business Online



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[Milano] La CCIAA riapre il Bando di Finanziamento

Notizie dall'e-commerce - Wed, 10/02/2010 - 14:21

CamCom Milano


La CCIAA di Milano, con provvedimento n. 89 del 1° febbraio 2010, ha riaperto i termini di adesione al bando di finanziamento destinato ad agevolare l’accesso al credito delle imprese che intendono realizzare programmi di investimenti.

Fra le voci di spesa agevolabili anche:

-  acquisto di sistemi informatici di gestione (hardware e software), e per le applicazioni internet;
- spese per la realizzazione di siti e sistemi web propri dell’azienda, all’erogazione di propri servizi web su Internet, all’attivazione di procedure di commercio elettronico;


Il bando prevede l’assegnazione di un contributo in abbattimento tassi sull’importo dell’investimento ritenuto agevolabile.
Quest’ultimo, calcolato sulla base delle spese sostenute documentate e ritenute ammissibili, non può essere inferiore a € 10.000 e superiore a € 300.000 (raggiungibile anche con più operazioni di finanziamento/leasing) e comunque non potrà eccedere l’ammontare del finanziamento ottenuto presso l’Istituto di credito o risultante dal contratto di leasing.

L’abbattimento del costo di ciascun finanziamento o del leasing stipulato al fine di realizzare gli investimenti viene applicato secondo le seguenti modalità
- per la parte di spesa fino a 100.000 euro: abbattimento di 2,00 punti;
- per la parte di spesa compresa tra 100.000,01 e 200.000 euro:abbattimento di 1,50 punti;
- per la parte di spesa compresa tra 200.000,01 e 300.000 euro:abbattimento di 1,00 punto.

Beneficiarie dell’iniziativa sono le micro, piccole e medie imprese con sede legale iscritta al Registro Imprese di Milano o unità operativa iscritta al REA della Camera di Commercio di Milano, in regola con la denuncia di inizio attività e con il pagamento del diritto camerale annuale.


Le domande di contributo indirizzate alla Camera di Commercio di Milano devono essere presentate al Consorzio/Cooperativa garante che provvederà ad inoltrarle al Servizio Promozione dell’Innovazione e del Credito della CCIAA.

Le domande per la richiesta del finanziamento o del leasing vanno presentate, tramite l’apposita modulistica, entro il 31 marzo 2010 al Consorzio/Cooperativa garante

Link utili:

Nuovi Termini Adesione

Bando Finanziamento

Domanda Richiesta Finanziamento



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Suggerimenti SEO per una pagina prodotto

Notizie dall'e-commerce - Wed, 10/02/2010 - 12:20

Quanti siti di commercio elettronico dedicano tempo e risorse a migliorare dal punto di vista SEO una scheda prodotto? Quanti e-commerce, dai più famosi agli ultimi arrivati, offrono all’utente e ai motori di ricerca una pagina ben ottimizzata, rispettando semantica e correttezza del codice?

La search engine otpimization è spesso sottovalutata, trascurata, ignorata. Vediamo su quali elementi operare per ottenere una pagina leggera e facilmente leggibile, sia da utenti che da motori di ricerca.

Title

Il title, è risaputo, gioca un ruolo fondamentale nell’ottimizzazione di una pagina web. Nel titolo devono essere riportate tutte le informazioni necessarie a far capire all’utente di cosa tratta quella pagina.

Dunque, per una scheda prodotto, l’utente dovrà immediatamente capire il tipo di prodotto in vendita e la categoria cui appartiene. La quantità di informazioni varia ovviamente da prodotto a prodotto. Per un libro sono d’obbligo il titolo e il nome dell’autore. Il nome della casa editrice è un’informazione aggiuntiva che non sta male. Per un cellulare marca e modello. Per un capo di vestiario il nome del prodotto, la marca, specificando se il capo è per uomo, donna, bambino o unisex.

Il title, bisogna ricordare, non è solo SEO, ma anche web marketing.

Url

L’ottimizzazione delle url è un altro aspetto molto trascurato, non solo negli e-commerce, ma in parecchi siti sviluppati con CMS. E il fatto che sia il CMS stesso a creare url incomprensibili non è affatto una scusa plausibile.

Una url dovrebbe contenere le informazioni necessarie a far capire all’utente dove si trova e come poter raggiungere quell’informazione partendo dalla home page. Se date un’occhiata alle url generate dai siti di Media World e di Yoox, non vi basterà un corso di orientamento per districarvi in tutte quelle cartelle e sottocartelle.
  1. http://www.ibs.it/code/9788811685760...ei-pirati.html
  2. http://www.bol.it/libri/L-isola-dei-...a978881168576/
  3. http://www.monclick.it/schede/fujits...bile-v6535.htm
  4. http://compraonline.mediaworld.it/we...tegory_rn=1504
  5. http://www.yoox.com/item/YOOX/55DSL/...R/sts/sr_men80
  6. http://www.eprice.it/Reflex-Digitali-CANON/s-1848621
Tutte queste url sarebbero da riscrivere. La migliore, la più pulita e completa, è quella di Bol. Totalmente da bocciare quelle di Media World e Yoox.

Ottimizzazione delle immagini

Ottimizzare un’immagine nella scheda prodotto significa migliorare l’ottimizzazione dell’intera pagina. Non parlo in questo contesto del numero e della definizione delle immagini, ma di quei piccoli accorgimenti che rendono l’immagine di un prodotto più completa e che contribuiscono al miglioramento della scheda.

Per le immagini dei prodotti è buona norma usare l’attributo “alt”, ossia il testo alternativo che viene mostrato se l’immagine, per qualsiasi motivo, non dovesse caricarsi. Quel testo viene letto dai motori di ricerca e rappresenta parole chiave in più.

In alcuni e-commerce ho visto le foto dei prodotti inserite come sfondi… quindi addio alle parole chiave e all’ottimizzazione.

L’attributo deve essere una breve descrizione del prodotto. Sono sufficienti poche parole. Inserire anche un title, nell’immagine, aumenta l’accessibilità della pagina, poiché alcuni browser, come Opera e Firefox, non leggono l’attributo alt, ma solo il title. E non è scritto da nessuna parte che un utente debba fare i suoi acquisti online usando Internet Explorer.

Descrizione del prodotto

Parlo qui sia della description, che comparirà nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca e concorrerà a aumentare la possibilità di click da parte dell’utente, sia di una completa descrizione del prodotto nella pagina.
  • Description: è un fattore on page del web marketing. Una buona descrizione permette di “vendere” il proprio prodotto. E’ un testo che deve incuriosire l’utente e invogliarlo a cliccare sul vostro risultato e non sugli altri.
  • Descrizione del prodotto: deve essere completa e dare al potenziale cliente tutte le informazioni che occorrono per conoscere e apprezzare il prodotto da acquistare. La descrizione deve essere inserita a inizio pagina, sia perché viene letta subito dall’utente, sia perché i motori di ricerca potrebbero usare come description uno snippet della pagina (brano del testo di una pagina).
Commenti e recensioni

In alcuni e-commerce le pagine dei prodotti sono completate dai commenti e dalle recensioni degli utenti. Ovviamente questo richiede un lavoro in più per l’amministratore del negozio elettronico, che dovrà approvare, e eventualmente moderare, i testi inviati.

I vantaggi dei contenuti generati dagli utenti (UGC o user generated content) sono però insostituibili, poiché la scheda prodotto:
  • sarà continuamente aggiornata con contenuti a tema;
  • apparirà agli utenti viva, non come in un catalogo cartaceo;
  • creerà una connessione fra cliente e venditore;
  • permetterà una discussione sul prodotto fra utenti;
  • migliorerà la sua ottimizzazione.
Pulizia del codice

Un altro aspetto da tenere in considerazione, non solo per una pagina prodotto ma anche per l’intero e-commerce, è il codice pulito, ossia il codice HTML privo di ridondanze, di ripetizioni. Queste si traducono in righe e righe di codice in eccesso che rallenta il caricamento della pagina e anche la sua lettura da parte dei motori di ricerca (che leggono appunto il codice).

Il CMS usato andrebbe quindi controllato e, se necessario, modificato per ottenere un codice quanto più leggero possibile.

Esempi di e-commerce

IBS utilizza buoni title, ma troppo schematici e per nulla discorsivi. La struttura che seguono è questa: titolo libro, autore, categoria prodotto, nome sito, casa editrice, genere letterario.

L’ isola dei pirati – Crichton Michael – Libro – IBS – Garzanti Libri – Narratori moderni

A parte il fatto che dopo un apostrofo non va lo spazio, trovo questo titolo fin troppo schematico. Un title migliore potrebbe essere:

L’isola dei pirati di Michael Crichton – Garzanti Libri su IBS

Le pagine hanno un codice sporco.

Bol ha un title migliore, discorsivo e conciso: titolo del libro, nome autore, casa editrice, nome sito.

L’isola dei pirati il libro di Michael Crichton edito da Garzanti Libri %u2013 BOL.IT

Possiamo fare una correzione a livello di grammatica, inserendo una virgola:

L’isola dei pirati, il libro di Michael Crichton edito da Garzanti Libri %u2013 BOL.IT

Le pagine potrebbero avere un codice più pulito.

Fra IBS e Bol in serp, cercando con la chiave secca “L’isola dei pirati”, vince IBS. Ma IBS ha un pr da barretta pari a 5, mentre Bol pari a 3.

Monclick non ha assolutamente buoni title e in alcuni casi l’utente non capisce che tipo di prodotto sia in vendita. La struttura del title è: nome prodotto, codice prodotto e nome sito. Il codice prodotto, nel title, è un’informazione assolutamente inutile, tanto per l’utente quanto per i motori di ricerca. Il nome del prodotto viene reso con il nome della marca dell’oggetto, che potrebbe non comunicare nulla a un cliente. Manhattan IDATAGT-4030 è una tavoletta grafica, tanto per fare un esempio.

Manhattan IDATAGT-4030 – 177177 – Monclick

Un title corretto e più chiaro avrebbe potuto essere:

Manhattan IDATAGT-4030 %u2013 Tavolette grafiche %u2013 Monclick

o anche

Tavoletta grafica Manhattan IDATAGT-4030 %u2013 Monclick

Le pagine hanno un codice sporco.

Media World ha un title ancora più sintetico, limitandosi a scrivere il nome del prodotto e niente altro. Le pagine hanno un codice sporco.

Yoox presenta i prodotti con title mal scritti, usando la seguente struttura: nome marca, macro-categoria (Uomo), categoria (Felpe), nome completo del prodotto (Felpa+nome marca), nome sito.

55DSL Uomo – Felpe – Felpa 55DSL su YOOX

Una ripetizione, dunque, del nome del prodotto.

Un title migliore sarebbe stato:

Le pagine potrebbero avere un codice più pulito.

Eprice ha un title breve, ma preciso, scrive nome marca, modello prodotto, nome sito.

CANON – EOS 1000D BODY – ePRICE

Abbastanza schematico, anche. Avrei evitato l’uso del maiuscolo e lo avrei reso più discorsivo:

Canon EOS 1000D BODY – Eprice

Le pagine hanno un codice sporco.

Conclusione

Una pagina prodotto deve vendere. Non può essere considerata alla stessa stregua della sua compagna cartacea, perché sta sul web, è elettronica, è letta in maniera differente dai clienti e, cosa più importante, è letta anche dai motori di ricerca.

Necessita quindi di attenzioni maggiori, di accorgimenti, di manutenzione continua. Ma tutto questo lavoro si tradurrà in vendite.



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Mondadori crede e investe nell?e-commerce

Notizie dall'e-commerce - Mon, 08/02/2010 - 19:30

Bol.it


Mondadori ha firmato un contratto con DirectGroup Bertelsmann per l’acquisizione del 50% del capitale di Mondolibri, salendo cosi’ al 100%.

Il valore dell’operazione e’ di 6,75 milioni di euro.  Mondolibri vende libri per corrispondenza ed e’ un operatore di ecommerce.

L’operazione, si legge in una nota, consentira’ a Mondadori di acquisire il controllo esclusivo favorendo sinergie con la rete di librerie Mondadori e la gestione in autonomia di Bol.it, canale strategico per la vendita online

Fonte: ANSA



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Le accise colpiranno gli acquisti on-line di tabacchi e alcolici

Notizie dall'e-commerce - Mon, 08/02/2010 - 11:10

Vino e accise


Dal 1° aprile chi acquista su internet stecche di sigarette, bottiglie di vodka o vini d’annata non potrà più contare sull’eventuale sconto applicato dal venditore approfittando delle maglie fin troppo larghe che sino a oggi hanno consentito, secondo il fisco, di aggirare o eludere le imposte sulla produzione e il consumo di questi prodotti.

Il governo esaminerà, in via preliminare, nella riunione convocata domani a Palazzo Chigi, uno schema di decreto che recepisce la direttiva 2009/11/Ce sul nuovo regime generale delle accise destinato a entrare in vigore nel mercato unico.
Il testo messo a punto da Politiche europee ed Economia ha ottenuto ieri il via libera nella riunione preparatoria di pre-consiglio e introduce una serie di sostanziali novità alla disciplina dettata dal Testo Unico delle disposizioni legislative sulle imposte relative alla produzione e ai consumi (Dlgs 504/95).

Lo schema di decreto che si compone di 62 articoli introduce di fatto un giro di vite nel settore dell’e-commerce e della vendita a distanza dei prodotti assoggettati a regime d’accisa anche nel caso in cui siano già stati immessi in consumo.

Per evitare il dribbling delle accise imponibili sulla merce che entra nel territorio nazionale la bozza di decreto impone ora l’obbligo ai venditori di nominare un proprio rappresentante fiscale che dovrà essere preventivamente autorizzato dall’amministrazione finanziaria e sarà tenuto a garantire il pagamento dell’imposta entro il primo giorno lavorativo seguente a quello di arrivo del prodotto, con tanto di contabilità separata delle forniture.
Chi vende dovrà inoltre depositare una cauzione secondo modalità stabilite dai Monopoli di stato per i tabacchi lavorati e dall’agenzia delle dogane per le altre categorie di merci interessate dalla direttiva comunitaria.

Un’ulteriore disposizione affianca ai limiti quantitativi massimi già imposti per vini, spumanti e superalcolici acquistati, ovvero trasportati per uso proprio e quindi per finalità diverse da quelle commerciali, un tetto anche ai tabacchi lavorati e cioè sigarette (800 pezzi), sigari (tra 200 e 400 pezzi a seconda delle dimensioni), e tabacco da fumo (un chilogrammo).
Questi ultimi, se oggetto di transazioni perfezionate via internet, dovranno inoltre rispettare le norme nazionali in materia tariffaria, etichettatura e apposizione di bolli.

Il decreto incide anche in modo significativo sulla disciplina del cosiddetto “regime sospensivo” delle accise applicate a prodotti energetici, elettricità e alcool etilico.
Per continuare a godere dei benefici fiscali che consentono ai produttori di pagare l’imposta di fabbricazione solo quando il prodotto passa alla fase di commercializzazione, le aziende dovranno infatti registrarsi in un apposito sistema informatizzato gestito dalle Dogane.

La registrazione, infine, consentirà di attribuire un “codice di accisa” alle singole forniture che saranno associate a un documento di accompagnamento elettronico e subordinate – salvo deroghe concesse dal fisco a «ditte affidabili e di notoria solvibilità» – al deposito di una cauzione pari al 10% dell’imposta mediamente pagata dal produttore al momento dello svincolo della merce.

Marco Mobili e Elena Simonetti
IL SOLE 24 ORE



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La crisi aiuta l?e-commerce, Italia tra gli ultimi in Europa

Notizie dall'e-commerce - Mon, 08/02/2010 - 00:00

Le vendite in Internet sono salite in Europa del 22% nel 2009 e, secondo una ricerca in dodici Paesi commissionata dalla società specialista in comparazioni Kelkoo e realizzata dalla britannica Centre for Retail Research, quest’anno dovrebbe crescere di un altro 20%. Malgrado la crisi l’e-commerce in Europa si è attestato lo scorso anno a 143,7 miliardi (era di appena 44,7 miliardi nel 2003), il 4,7% delle vendite al dettaglio. L’Italia, in uno dei settori dell’economia che segna la più forte crescita in Europa, è in netto ritardo.

La recessione, secondo la ricerca, paradossalmente ha contribuito all’aumento delcommercio elettronico in quanto ha spinto i consumatori a cercare i prezzi più convenienti proprio nel web. In Francia le vendite sono balzate del 33% a 24,7 miliardi e in sintonia sono le performance registrate inGran Bretagna (salite a 42,7 miliardi) e inGermania (a 33,4 miliardi).

Il peso di questi tre Paesi, che nel 2009 hanno rappresentato il 70% dell‘e-commerce europeo, è destinato a consolidarsi quest’anno: il settore dovrebbe crescere del 31,4% in Francia, del 12,4% in Gran Bretagna e del 17,2% in Germania. Dalla ricerca emerge che nel 2010, nel Vecchio Continente, il commercio elettronico dovrebbe crescere del 19,6% a fronte del più modesto +1,4% atteso per le vendite al dettaglio nel loro complesso.

L’Italia, come la Spagna, non appare in cima a questa classifica. L’e-commerce ha ormai toccato il 9,5% delle vendite in Gran Bretagna, il 6,9% in Germania e il 4,9% in Francia, mentre in Spagna questa percentuale si abbassa all’1% e in Italia addirittura allo 0,8%. In questi ultimi due Paesi, secondo quanto emerge dalla ricerca, mancano sia un sistema di consegna rapido ed efficace sia la cultura della vendita a distanza. Le enormi differenze di dimensione e di crescita del commercio elettronico vengono anche spiegate con il tasso di collegamento alla rete: se in media il 64% delle case europee è collegato al web (52,3% a banda larga), l’Olanda e molti Paesi nordici guidano questa classifica con l’80%, la Germania e la Gran Bretagna rispettivamente con il 75% e il 71%, la Francia con il 62%. L’ Italia, la Polonia e la Spagna sono in ritardo con tassi che vanno dal 47 al 51%.

Fonte: Il Sole 24 Ore



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E-commerce, giungla di tasse online

Notizie dall'e-commerce - Sun, 07/02/2010 - 19:01

Sfoglia più di 900 pagine di regolamento e allarga le braccia. «È una questione complessa» ammette il funzionario dell’Agenzia delle dogane «e a volte, fra dazi da applicare, imposte sul valore aggiunto da calcolare e norme Ue in contraddizione con quelle italiane, facciamo fatica pure noi».Figuriamoci un comune consumatore che ha deciso di comprare via internet qualcosa fuori dall’Unione Europea: non sa che si sta per inoltrare in una vera e propria giungla di balzelli che possono fare aumentare anche di parecchio il prezzo dell’oggetto acquistato.

Ogni giorno i pacchi extra Ue che arrivano negli uffici delle Poste italiane (il principale a Lonate Pozzolo, dietro all’aeroporto di Malpensa) e in quelli dei corrieri internazionali sono circa 50 mila. E molte di più sono le buste contenenti merce. Dentro c’è di tutto: dalle magliette agli orologi, dalle carrozzine per neonati agli apparecchi elettronici. Acquisti fatti, di solito via web, soprattutto in Cina, negli Stati Uniti, in India. Ovvero ovunque il prezzo prometta uno sconto rispetto ai cartellini esposti sugli scaffali in patria. Peccato che a volte ci sia la sorpresa, e la promessa di un risparmio a portata di clic non venga mantenuta. A causa dei costi di importazione. Che possono essere anche due o tre volte il prezzo pagato per l’articolo. E così l’affare si trasforma in un «pacco». «Succede, e neppure tanto raramente, che una volta scoperto quanto si deve pagare per poter ritirare la merce ce la lascino qui» raccontano alle dogane.

Stabilire quanto si deve pagare al postino per ricevere la merce solo in teoria è semplice. In realtà è un sudoku per burocrati. L’abc dell’import per i privati stabilisce che fino a 22 euro di merce non si deve versare nulla, da 23 si devono aggiungere anche le spese di importazione mafino ai 150 euro si paga comunque solo l’Iva, mentre oltre questa cifrasi pagano sia i dazi sia l’imposta sul valore aggiunto. In realtà, la faccenda è più complessa, per tre ragioni.

La prima è che in Italia i dazi si pagano anche al di sotto, tra 23 e 150 euro, nonostante le norme europee. La seconda è che non è affattofacile stabilire con esattezza la tipologia di merce e quindi l’aliquota del dazio da applicare. La terza è che quest’ultimo dipende non dal paese in cui si è deciso di comprare, ma da quello da dove arriva il prodotto.

Perché, se si decide di comprare una bicicletta online negli Stati Uniti, ma poi questa mi viene spedita dalla Cina, dove viene prodotta, le cose si complicano. L’acquisto della bicicletta, o anche solo di un pedale, comporterà infatti un dazio del 48,5 per cento sul valore della merce, anche se l’acquisto è avvenuto in un paese dove i dazi su questa tipologia merceologica sono di gran lunga inferiori: appena il 14 per cento.

Non solo. Le televisioni pagano il 14 per cento di dazio, però se non c’è il sintonizzatore, che magari viene spedito in un secondo momento, diventa un monitor e non c’è nulla da pagare. Un altro esempio? Quasi tutte le componenti elettroniche di un computer sono esenti da dazio in base agli accordi 2008 della Wto perché sono necessari per collegarsi alla rete internet. Ma altre parti, come gli hard disk, il dazio invece lo pagano. Ancora? Per favorire l’energia fotovoltaica i pannelli solari hanno l’Iva al 10 per cento e non pagano nulla di dazio. Anche se provengono dalla Cina.

I più informati sanno che in rete esiste un trucco per distriscarsi nel mare magnum di dazi, disposizioni e norme antidumping. Si chiama Taric ed è un software disponibile sul sito dell’Agenzia delle dogane. Nulla di complicato, teoricamente parlando: è sufficiente inserire la tipologia della merce e il paese da cui proviene per avere tutte le notizie necessarie per effettuare un acquisto consapevole. Peccato, tuttavia, che ci si debba districare fra migliaia di sottocategorie merceologiche; e che le informazioni sulle limitazioni di importazioni non siano nero su bianco, ma facciano riferimento a norme e regolamenti italiani o europei che bisogna avere poi la pazienza di trovare, tradurre dal gergo amministrativo, capire e applicare.

Così, per evitare di appesantire la testa e svuotare il conto in banca,molti aggirano la questione facendo scrivere semplicemente «gift» sul pacchetto. Essendo un dono, non dovrebbe esserci stata compravendita: un accorgimento che dovrebbe permettere alla merce di superare la frontiera senza pagare né dazio né Iva. In teoria. «Li fermiamo tutti» spiegano alle dogane «e almeno sette su 10 sono irregolari». Di fatto, il trucco è un invito al controllo alla frontiera.

Quel che per gli uomini delle dogane è un rompicapo, per chi acquista cercando l’affare a ogni costo può diventare un incubo. Ognuno dei 50 mila pacchi che ogni giorno arrivano in Italia dai paesi extracomunitari fa coppia fissa con una bolla di accompagnamento. Ovvero un foglio sul quale il mittente ha indicato la merce contenuta nell’involto, il suo valore (ovvero il prezzo pagato dal destinatario) e i costi di trasporto. Gli impiegati delle Poste italiane (che incassano per ogni pacco 2,07 euro) calcolano dazi, Iva ed eventuali sovrattasse e spediscono al destinatario in uno o due giorni. Ma una quota dei pacchi viene fermata e controllata dagli uomini della dogana. «Se tutto è regolare, il pacco riparte e arriva a destinazione nei due giorni successivi. Se invece ci sono, come si dice in gergo, delle difformità, si ferma tutto». Almeno un pacco su tre contiene merce contraffatta o presenta incongruenze tra il valore dichiarato e quello reale.

In questi casi che succede? Borse «replicate», scarpe taroccate e orologi fasulli vengono sequestrati e distrutti. Se poi l’acquirente reclama la merce, rischia come minimo una segnalazione alla procura per incauto acquisto, come massimo una denuncia per ricettazione, se gli invii sono frequenti e ripetuti. Se invece il problema è, per usare un eufemismo, un «errore di calcolo» sul valore della merce dichiarato alla dogana, si fanno le valutazioni corrette e l’acquirente dovrà soltanto pagare di più. A meno che la dogana non riesca a dimostrare che c’è stata unadoppia fatturazione, con una minima parte del prezzo pagato a fronte di una fattura da allegare al pacco e il resto sborsato in nero con la carta di credito. «In questo caso i reati commessi sono due: falso in atto pubblico e contrabbando. Li prendiamo tutti, basta controllare le transazioni».

E poi ci sono prodotti che si fermano alla dogana perché norme internazionali ne vietano il commercio, come il corallo, l’avorio o la flora protetta: l’eventuale ingenuità dell’acquirente non è una scusante. Mentre possono esserlo le malattie. Tuttavia i farmaci, come cibo e alcolici,subiscono particolari controlli sanitari e se arrivati dall’India vengono regolarmente sequestrati perché ritenuti contraffatti.

(di Franco Oppedisano su Panorama.it)



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SMAU Bari - Workshop gratuiti by AICEL

Notizie dall'e-commerce - Sun, 07/02/2010 - 17:51
Citazione: Smau Business Bari proporrà, accanto allo spazio espositivo, un calendario di oltre 40 workshop gratuiti focalizzati sulle tematiche di maggiore attualità: sistemi di storage, fatturazione elettronica e virtualizzazione, benefici della stampa digitale, networking, sicurezza, sistemi gestionali, applicazioni CRM e di document management, sistemi di Business Intelligence, e così via. I workshop della durata di 50 minuti saranno curati, in parte, da docenti universitari, analisti di mercato e istituti di ricerca come come Aicel (Associazione Italiana Commercio Elettronico), AISM (Associazione Italiana Studi di Marketing), CSIG (Centro Studi Informatica Giuridica), Gartner, IWA (International Webmaster Association), School of Management del Politecnico di Milano – in parte, da primattori dell’ICT che presenteranno testimonianze di eccellenza di imprese clienti del sud Italia. Fonte: Bari.Repubblica.it
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Cina: fatturato B2C supera 11mld Usd nel 2009, sara? 24mld tra due anni (Visa)

Notizie dall'e-commerce - Sun, 07/02/2010 - 17:11

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Pechino, 29 gen – Piu’ 11 miliardi di dollari di acquisti online effettuati dai consumatori nel 2009 con una crescita.

Sono queste le dimensioni raggiunte dal mercato business to consumer (B2C) in Cina.
Con una crescita in pieno svolgimento (+ 93% nel 2009).
Secondo Visa China superera’ i 24 miliardi nel 2011. Tutti i maggiori operatori del settore stanno attivando massicci investimenti. Beijing Jingdong Century Trading, che gestisce il sito 360buy.com ha annunciato una spesa di 75milioni di dollari per rafforzare strutture logistiche e centro servizi. Utilizzera’ una parte dei 150 milioni che ha appena incassato da un collocamento (il terzo nella storia della societa’) guidato da Tiger Global Management. Investimenti con obiettivi analoghi, sia pure su scala inferiori, sono stati annunciati da MasaMaso (abbigliemnento maschile), OKayBuy (calzature), 9diamond.com (gioielleria), 21cake.com (prodotti da forno e dolci). Baidu, primo motore di ricerca cinese, ha annunciato una joint venture con il giapponese Rakuten, con investimenti per 50 milioni. Suning, una delle maggiori catene di elettrodomestici sta lanciando una struttura appistamente dedicata alle attivita’ B2C e lo stesso sta facendo il gruppo Gome che opera nello stesso settore. Taobao.com, che invece opera nel settore C2C (da consumatore a consumatore) ha appena avviato una piattaforma B2C chiamata 3C.taobao.

Fonte: Radiocor-IlSole24Ore



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L'Europa frena la vendita online «Si torna ai negozi»

Notizie dall'e-commerce - Wed, 03/02/2010 - 19:50

BRUXELLES -Quarant'anni fa nasceva Internet, e ormai da oltre vent'anni «clicchi e compri», come diceva un vecchio slogan: cioè acquisti i tuoi prodotti sulla rete, da venditori senza volto.
Scarpe, giubbotti, giocattoli, libri, si compra e si vende praticamente di tutto. E pure in saldo: un sito italiano di scarpe, l'altro ieri, vantava saldi con sconti fino al 70%, «per 150 marche e 5000 modelli».
Ma anche gli imbrogli, o i semplici intoppi, abbondano. Specialmente negli acquisti oltre confine, governati da leggi di nazioni diverse: in Europa il 61% delle ordinazioni «online» da un Paese all'altro, secondo gli ultimi dati della Commissione Europea, non va in porto per una qualsiasi ragione. E a volte, seguono liti senza fine.
Per questo, ora, la stessa Commissione vuole mettere ordine, vuole riarmonizzare le varie direttive comunitarie sui diritti dei consumatori varate dagli anni '80 in poi. E' stata avviata una consultazione con gli Stati-membri, gruppi di esperti sono al lavoro. E si pensa anche a piantare dei paletti legislativi.

Per esempio, protesta Greg Greeley, vicepresidente commerciale di Amazon, in un commento pubblicato ieri dal Wall Street Journal, si pensa a emarginare dalla rete i venditori puramente «virtuali», si vorrebbe obbligarli ad avere prima un negozio «vero», 4 mura con bancone, cassa e commesso, se vogliono poi commerciare sul Web.
Come? «Le regole all'esame della Ue consentirebbero ai produttori di articoli quotidiani, come i giocattoli o i prodotti da cucina, di esigere dai loro venditori al dettaglio che abbiano un negozio tradizionale (letteralmente «di mattoni e malta», ndr) e che in quel negozio vendano un certo quantitativo di quei prodotti, calcolato in volume o in valore».
Greg Greeley e' il vicepresidente del settore al dettaglio di uno dei più grandi fra i venditori puramente virtuali, e cioè Amazon Europe: il colosso in grado di spedirti a casa quasi ogni libro mai stampato al mondo, pur senza avere una libreria «fisica».
Perciò può dire, dal suo punto di vista, che quella di Bruxelles è una forma di «discriminazione», il tentativo di «soffocare la competizione dei venditori online, gente che lavora duro per assicurare efficienza a prezzi più bassi».
E c'è anche chi avanza, per così dire, obiezioni più ideologiche: secondo Jeremy Zimmermann, fondatore di un'associazione per la difesa delle libertà  digitali nella Ue, limitare le vendite online attraverso nuove regole «è sbagliato, e comunque sarebbe come cercare di vuotare il mare con un cucchiaio ».


Dal fronte opposto, gli esperti della Commissione chiariscono però che oggi è il consumatore, non il produttore, a non essere sufficientemente protetto sulla rete: se hai ordinato una fiammante cyber sveglia prodotta in Finlandia e a casa ti arriva un cipollone ansimante «made in China», a chi puoi chiedere giustizia?
E se al posto di un acquario da salotto ricevi un truogolo da stalla?
Per dirla con Meglena Kuneva, la commissaria uscente ai diritti del consumatore: «i consumatori europei meritano di meglio». L'ipotesi del «negozio di mattoni e malta» più o meno obbligatorio per chi vuole vendere anche su Internet, è effettivamente fra quelle che Bruxelles sta studiando.
Ma ce ne sono anche molte altre, e le consultazioni andranno probabilmente avanti per un bel po' di tempo. Anche perché tutta la materia, sul piano legislativo e su quello tecnico-amministrativo, è tremendamente complessa.
E tanto per cambiare, sono enormi gli interessi in gioco: oltre 150 milioni di cittadini dei Paesi Ue, sempre secondo i dati di Bruxelles, hanno comprato una o più volte qualche prodotto su Internet, in patria o al di là  del confine, per un giro d'affari complessivo che nel 2006 superava già  i 106 miliardi di euro.
Cifre non lontane da quelle del gigantesco mercato americano, e concentrate soprattutto su 3 mercati: Gran Bretagna (dove il 57% dei navigatori su Internet ha acquistato beni o servizi online durante l'ultimo anno) Francia (66%), e Germania. Quanto all'Italia, sta a metà  fila con la Grecia e il Portogallo: nel 2008, il 10% dei suoi consumatori adulti aveva fatto almeno un acquisto online, e magari in saldo

Autore: Luigi Offeddu
Fonte: Corriere.it



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Andrea spedale a wif italia

Notizie dall'e-commerce - Wed, 03/02/2010 - 18:50

L’e-commerce italiano al Webdesign International festival

Ci sarà anche l’intervento di Andrea Spedale, Presidente di Aicel – Associazione Italiana Commercio Elettronico – alla prima edizione di WIF Italia, il Webdesign International Festival e del DUE.1 – Digital User Experience Festival.

Venerdì 5 febbraio, dalle ore 9.30 alle 12.30 presso il NABA -  Nuova Accademia di Belle Arti Milano Aicel porterà dati e considerazioni intorno all’e-commerce italiano con l’intervento:

“Perchè compriamo o non compriamo via web. Esperienze d’acquisto ed elementi che influenzano l’acquisto on-line”.

Tema della conferenza, l’ Engagement B2X, in cui verrà analizzato come il rapporto del “cliente” sia fortemente mediato da strumenti digitali, nonché le variabili da prendere in considerazione come l’esperienza.

Andrea Spedale farà parte, inoltre, della giuria che decreterà i progetti vincitori del webjam contest, una sfida tra web designers 24 ore no-stop su di un tema comunicato all’ultimo minuto.

Per iscriversi all’evento:
http://www.duepunto1.it/index.php?op...d=1&Itemid=210

Qui il programma completo dell’iniziativa:
http://www.duepunto1.it/index.php?op...122&Itemid=198

Scarica il press kit di Aicel
http://www.aicel.org/sala-stampa/

Per ulteriori informazioni contattare:

Lorna Geremia – Ufficio Stampa Aicel
Tel. +39 049 9360466 – Fax +39 049 8591206
lorna.geremia@aicel.it- www.aicel.org
AICEL – Associazione Italiana del Commercio Elettronico – nasce con l’obiettivo di divenire il punto di riferimento per gli operatori del commercio elettronico e a tutt’oggi è il network che raccoglie il maggior numero di realtà del settore.
AICEL e’ la risposta alle imprese operanti nell’e-commerce italiano che desiderano avere uno spazio dove incontrarsi, conoscersi, creare sinergie e collaborazioni.
Riprendendo e attualizzando il meccanismo dell’agora’, AICEL è riuscita a far incontrare merchant pronti a attivarsi per far crescere il mercato.
Focalizzandosi sulle problematiche comuni e sulle opportunità di un contesto in forte espansione i vari operatori hanno trovato punti di accordo e interessanti spunti per cooperazioni e progetti comuni.

WIF Italia – DUE.1 è un evento organizzato da NELSEGNODELL’8, aggregatore di competenze nell’ambito della comunicazione, insieme alla collaborazione di Inside, leader nella formazione dell’Information Technology, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano e Nòva24 – Il Sole 24 Ore.
Patrocinano l’evento: Kilometro Rosso Parco Scientifico Tecnologico, TP, Webitalia Onlus, Creatives Are Bad!, Adico, Associazione Physeon, Donna è Web, AICEL, Loft Media Publishing.
Media partner: Wired, Wired.it, RCS New Media (AtCasa e Leiweb), Applicando, Liquida, Tutto Digitale, Next Exit, Innov’azione, Itespresso, UX Magazine, Spot&Web, MyMarketing.Net, markom.tv, Eticmedia.
Social media partner: Viadeo, Infoservi.it, Italianwebdesign.it, NinjaMarketing, Julius Design, Imprese Start Up, TheBizLoft, TooLazyToDoIt.
Partner tecnici: Virtual Meeting, SIFA, iStockphoto.



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Freni alla vendita online!

Notizie dall'e-commerce - Wed, 03/02/2010 - 15:30
Buongiorno a tutti,

purtroppo oggi ho letto questa notizia sul Corriere della Sera. Cosa ne pensate? si sa qualcosa di più sulle nuove regole?

http://www.corriere.it/cronache/10_f...4f02aabe.shtml

grazie
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A Limena (PD) serata informativa sulla competitività aziendale on-line

Notizie dall'e-commerce - Tue, 02/02/2010 - 13:10

L’Assessorato alle Attività Produttive del  Comune di Limena (PD) organizza  l’ incontro formativo INTERNET E LA COMPETITIVITA’ AZIENDALE dedicato ad imprenditori che hanno deciso di espandere la propria attività attraverso la presenza in rete.

L’incontro muove dalla considerazione che la formazione e la valorizzazione delle risorse umane nonché  l’acquisizione di specifici know how da parte degli imprenditori e dei
propri collaboratori consentono spesso di raggiungere un reale vantaggio competitivo nella competizione globale.
In ambito di innovazione tecnologica e di ottimizzazione dei processi produttivi di un’impresa il salto epocale costituito dall’avvento di internet e dalla sua capillare diffusione non consente ulteriori ritardi formativi per una imprenditoria davvero moderna.
L’incontro, gratuito, si terrà giovedì 18 febbraio 2010 dalle 20.30 presso la Sala Falcone Borsellino del Municipio di Limena (PD)

Maggiori informazioni e iscrizione direttamente sul sito del Comune di Limena:  http://www.comune.limena.pd.it/web/n...etitivita.html



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Intervista ad un E-Merchant

Notizie dall'e-commerce - Thu, 28/01/2010 - 17:10
Ciao
volevo segnalarvi l'Intervista fattami da Antonio Consoli (Consulente Marketing sui blog della ristorazione) su l'E-commerce e le nuove prospettive di sviluppo del settore...
Nell'intervista discutiamo dell'apertura del mio e-comerce di Prodotti tipici Siciliani JustSicilia.it e delle minacce e opportunità del commercio elettronico...Credo sia interessante!
Ecco il link:
http://problogging.it/2010/01/interviste-giovani-imprenditori-gianluca-di-benedetto-e-justsicilia-it/
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Pagamenti: solo un giorno di attesa per i bonifici

Notizie dall'e-commerce - Wed, 27/01/2010 - 17:48
L'introduzione della direttiva europea sui servizi dei pagamento (Psd) recepita venerdì 22 gennaio dal Consiglio dei ministri porterà significative novità nel sistema bancario. Prima fra tutte l'ingresso sul mercato dei cosiddetti «istituti di pagamento», soggetti non bancari che al fianco dell'attività commerciale potranno offrire servizi di pagamento, ma anche l'introduzione di regole che favoriranno una maggiore trasparenza delle condizioni contrattuali e degli obblighi informativi nei confronti dei clienti e di nuove disposizioni sui tempi di esecuzione dei bonifici.

Su quest'ultimo tema le conseguenze pratiche per banche, imprese e consumatori italiani saranno pressoché immediate. In base agli articoli 20 e 23 del decreto varato dal Governo, la banca del pagatore dovrà accreditare entro la giornata operativa successiva al ricevimento dell'ordine l'importo dell'operazione sul conto della banca del beneficiario. Sarà poi compito di quest'ultima accreditare e mettere effettivamente a disposizione il denaro al cliente sempre nello stesso giorno lavorativo.

In termini pratici, l'adeguamento alla Psd fa coincidere per il beneficiario data di valuta (dalla quale maturano gli interessi sulle somme accreditate) e di disponibilità economica (dalla quale il cliente può disporre delle somme accreditate per effettuare altre operazioni) e riduce entrambe a termini di legge a una sola giornata lavorativa rispetto agli oltre 3 giorni impiegati in media fino a questo momento per simili procedure interbancarie.

via: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero
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L’Antitrust indaga sulle catene dell’hi-tech

Notizie dall'e-commerce - Mon, 18/01/2010 - 18:36
Indicazioni insufficienti o fuorvianti, con la conseguenza che poi risulta difficile ottenere l’assistenza promessa o la sostituzione di un prodotto, come stabilito dalla sua garanzia. Così sette grandi catene commerciali di prodotti di elettronica, informatica, tecnologia e elettrodomestici sono finite nel mirino dell’Antitrust che ora verificherà l’esistenza di “comportamenti commerciali scorretti” nei confronti dell’utente e se gli sia stato garantito il riconoscimento al diritto di recesso.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha, infatti, avviato cinque istruttorie nei confronti di Mediamarket (marchio Mediaworld), Unieuro, Sgm Distribuzione (marchio MarcoPoloExpert), Euronics e Nova (marchio Euronics), Dps Group e Dml (marchio Trony).
Pomo della discordia la garanzia e l’assistenza sempre promosse e poche volte effettuate. L’apertura dell’inchiesta dovrà quindi stabilire se questi grandi gruppi, rappresentanti le principali catene commerciali di prodotti di elettronica, informatica, tecnologia e elettrodomestici abbiano o meno adottato comportamenti commercialmente scorretti tali da far confondere la clientela.
I procedimenti sono stati avviati dopo diverse segnalazioni inviate dai consumatori, anche tramite l’apposito Call Center dell’Authority.
Secondo le denunce, le imprese oggetto delle istruttorie avrebbero offerto scarsa trasparenza e pochissima informazione in merito alle differenti tipologie di garanzia disponibili sui prodotti: la garanzia legale (quella classica che copre i due anni) e la garanzia aggiuntiva, in questo caso soggetto a un pagamento extra.
Ma i clienti hanno anche lamentato problemi con i termini per l’esercizio dei diritti di garanzia legale biennale di conformità, vale a dire il rifiuto - da parte dell’azienda - di riconoscere l’applicabilità della garanzia stessa o di sostituire il prodotto difettoso come richiesto.
Altri hanno invece denunciato di non essere stati informati sui tempi dell’intervento di riparazione o di avere dovuto attendere a lungo prima di riavere il bene riparato o, ancora, di avere dovuto pagare le spese per la riparazione o per il trasporto benché il prodotto fosse in garanzia.
Inoltre, avverte l’Antitrust, “emerge la difficoltà di individuare il soggetto cui rivolgersi per l’assistenza: molti consumatori si rivolgono direttamente ai produttori, non sapendo che devono rivolgersi al venditore per far valere la garanzia legale della durata biennale. Spesso sono inoltre indirizzati dagli stessi venditori ai Centri di Assistenza Tecnica dei produttori, con il pretesto che in questo modo possono ottenere la riparazione in un tempo più breve. Ugualmente incomplete sarebbero le informazioni sulle garanzie convenzionali offerte nonché sull’esercizio del diritto di recesso”.
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Aicel patrocina wif italia

Notizie dall'e-commerce - Fri, 15/01/2010 - 19:00
Aicel – Associazione Italiana Commercio Elettronico – partecipa dando il suo patrocinio alla prima edizione di WIF Italia, il Webdesign International Festival e del DUE.1 – Digital User Experience Festival che si terranno nel prestigioso contesto del NABA -  Nuova Accademia di Belle Arti Milano nei giorni 4, 5 e 6 febbraio 2010 e presso Young & Rubicam Brands, Milano il giorno 6 febbraio.

L’evento, da sempre definito come il contest internazionale di web design più importante d’Europa, prevede tre giorni di eventi paralleli con workshop e conferenze dedicate ai temi digitali ed una webjam contest, una sfida tra web designers 24 ore no-stop su di un tema comunicato all’ultimo minuto.

Aicel, in qualità di rappresentante dell’e-commerce italiano, incentiva da sempre iniziative che prevedano lo scambio e la buona contaminazione delle idee innovative, terreno fertile per la crescita di una cultura digitale.

Per iscriversi all’evento:
http://www.duepunto1.it/index.php?op...d=1&Itemid=210

Qui il programma completo dell’iniziativa:
http://www.duepunto1.it/index.php?op...122&Itemid=198

Scarica il press kit di Aicel
http://www.aicel.org/sala-stampa/
Per ulteriori informazioni contattare:

Lorna Geremia – Ufficio Stampa Aicel
Tel. +39 049 9360466 – Fax +39 049 8591206
lorna.geremia@aicel.it- www.aicel.org
 

AICEL – Associazione Italiana del Commercio Elettronico – nasce con l’obiettivo di divenire il punto di riferimento per gli operatori del commercio elettronico e a tutt’oggi è il network che raccoglie il maggior numero di realtà del settore.
AICEL e’ la risposta alle imprese operanti nell’e-commerce italiano che desiderano avere uno spazio dove incontrarsi, conoscersi, creare sinergie e collaborazioni.
Riprendendo e attualizzando il meccanismo dell’agora’, AICEL è riuscita a far incontrare merchant pronti a attivarsi per far crescere il mercato.
Focalizzandosi sulle problematiche comuni e sulle opportunità di un contesto in forte espansione i vari operatori hanno trovato punti di accordo e interessanti spunti per cooperazioni e progetti comuni.

 

WIF Italia – DUE.1 è un evento organizzato da NELSEGNODELL’8, aggregatore di competenze nell’ambito della comunicazione, insieme alla collaborazione di Inside, leader nella formazione dell’Information Technology, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano e Nòva24 – Il Sole 24 Ore.
Patrocinano l’evento: Kilometro Rosso Parco Scientifico Tecnologico, TP, Webitalia Onlus, Creatives Are Bad!, Adico, Associazione Physeon, Donna è Web, AICEL, Loft Media Publishing.
Media partner: Wired, Wired.it, RCS New Media (AtCasa e Leiweb), Applicando, Liquida, Tutto Digitale, Next Exit, Innov’azione, Itespresso, UX Magazine, Spot&Web, MyMarketing.Net, markom.tv, Eticmedia.
Social media partner: Viadeo, Infoservi.it, Italianwebdesign.it, NinjaMarketing, Julius Design, Imprese Start Up, TheBizLoft, TooLazyToDoIt.
Partner tecnici: Virtual Meeting, SIFA, iStockphoto.




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