e-commerce

Chrome, sorpassa Opera e insidia i grandi "navigatori" del web

Notizie dall'e-commerce - Fri, 05/09/2008 - 15:11
Il browser di Google cresce ma sta sta strappando briciole rispetto ai grandi numeri del dominatore della rete, Internet Explorer di Microsoft. Quest'ultimo è sopra il 72% e cresce di mezzo punto al giorno grazie alla versione preliminare della ottava edizione
Il primo sorpasso in rete Chrome l'ha già fatto. Il nuovo browser di Google, lanciato in versione super-preliminare e provvisoria tre giorni fa, nonostante questo sta conquistando quote di mercato nell'uso quotidiano dei browser da parte degli utenti della rete, secondo le rilevazioni di Stat Counter e di Net Applications. E in soli tre giorni arriva a toccare l'1,57% per poi assestarsi sull'1% oggi, ma comunque in continua crescita. Il primo sorpasso comunque Chrome l'ha già fatto.
Ai danni di Opera Desktop, il browser finlandese reincarnato in versione mobile e molto diffuso sugli smartphone, resisteva ai tre grandi "big" del settore (Internet Explorer, Firefox e Safari) da un decennio e che adesso è già dietro le spalle dell'ultimo, arrivato nonostante sia nato praticamente insieme al Web nel 1995.
La lotta in questa fase è sui piccoli numeri: le frazioni di punto percentuale che Chrome sta strappando sono briciole rispetto ai grandi numeri del dominatore della rete, Internet Explorer di Microsoft. Quest'ultimo è sopra il 72% e cresce ulteriormente di mezzo punto al giorno grazie alla versione preliminare della sua ottava incarnazione, piena di novità per quanto riguarda gli utenti e la gestione della loro privacy.
A perdere un po' di mezzi punti percentuali nel corso dei tre giorni sono stati Safari di Apple per Mac e per Pc (che si è assestato intorno al 6,2%) e soprattutto Firefox, il gioiellino del mondo del codice libero, che ha tirato una brusca frenata nella sua rincorsa a Internet Explorer (dura da anni, con il lancio dell'ultima versione del browser "open" subito prima dell'estate) ed è calato sotto il 19,5%.
Non sono preoccupati quelli della fondazione Mozilla, i creatori di Firefox, perché ritengono che la presenza di un nuovo browser anti-Explorer renda solo più competitivo e quindi migliore il mercato dei navigatori internet. Come ha dichiarato sul suo blog il Ceo di Mozilla, John Lilly: «Sono ottimista per il futuro di Mozilla e del web aperto a tutti», aggiungendo poi che la mossa di Google a suo avviso era "inevitabile".
Ogni giorno i rilevatori di Internet monitorano un elevato numero di computer in rete per vedere verso quali browser è diretto il traffico: le rilevazioni di Stat Counter e di Net Applications riescono ad essere precise al secondo, ma secondo alcuni analisti non offrono in realtà che uno spaccato parziale di Internet. Nessuno conta veramente quali browser usano ad esempio tutti i cinesi. E non si tratta di poca cosa, visto che con 253 milioni di navigatori hanno superato gli Usa (223 milioni) e adesso sono il popolo più numeroso non solo sulla Terra ma anche in rete.

Il Sole 24 ore
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Svuota Carrello : a CHI serve?

Notizie dall'e-commerce - Mon, 01/09/2008 - 18:41
In moltissimi e-commerce, compresi quelli più blasonati, esiste la funzione SVUOTA CARRELLO. Pochi però si sono mai chiesti a CHI serva quel bottone."L'ho trovato, è stato il programmatore a metterlo.. eppoi c'è anche sul quel bel sito e-commerce.. quello che è famoso... quello che vende molto..si vede che serve!!"
Ma la vera domanda da porsi non è a cosa serve ma A CHI SERVE?
Al merchant?
Quel link potrebbe essere la causa di una mancata vendita: premuto inavvertitamente potrebbe indurre il nostro cliente ad abbandonare il negozio;
All'utente?
Quel link serve per cominciare ex-novo? Vuol dire che il nostro utente ha messo nel carrello degli articoli a caso? Esistono utenti così tonti? E' questo quello che pensiamo del nostro cliente?
Un utente inesperto può inserire inavvertitamente un prodotto oppure errare una quantità, ma in tutti i carrelli esiste già la funzione di aggiornamento/eliminazione del singolo rigo.
A chi serve? A NESSUNO!!
Ma allora perché continuiamo tutti insistentemente ad usarlo?
Non creiamo distrazioni, non mostriamo ai nostri clienti inutili porte di uscita. Facciamo così tanta fatica per farci trovare, perché invitarli ad andare nel negozio in parte al nostro?
(nel web i negozi distano solo un click uno dall'altro!)



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Microsof fa shopping nell'e-commerce europeo

Notizie dall'e-commerce - Fri, 29/08/2008 - 17:01
Microsoft ha raggiunto un accordo per l'acquisizione di Greenfield Online proprietario di Ciao GmbH, uno dei principali siti in Europa per la comparazione dei prezzi, shopping e...

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I vantaggi dell'e-commerce

Notizie dall'e-commerce - Wed, 27/08/2008 - 10:22
Piccola soddisfazione personale: oggi hanno pubblicato sul blog del Corriere della Sera una mia email, e la giornalista ne ha approfittato per ribadire la convenienza dell'e-commerce per acquistare online prodotti di qualità a prezzi contenuti.
Per chi volesse leggere, trova l'articolo qui. :)
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FOR SALE Samsung SGH-i900 Omnia 16gb @ 300usd/Samsung L870 (Unlocked) @ 280usd

Notizie dall'e-commerce - Fri, 22/08/2008 - 19:05
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206 FINCHLEY ROAD
LONDON
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Nokia , Qtek , Imate , Palm Treo , Sony Ericsson , Sidekick ,
Nextel and many more, They are cheap and unlocked with 12 month
international warranty.We sell them in Bulk and in Retails ,We
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HTC OMNI COST 300USD
HTC Advantage X7510 (unlocked) cost 400usd
HTC Touch Diamond (Unlocked) cost 320usd
HTC TOUCH Cruise Unlocked cost 300usd
HTC TOUCH Pro Unlocked cost 300usd
HTC P3470 AKA HTC pharos cost 270usd
HTC MTeor @ 300usd
HTC Advantage X7500 @ 250usd
HTC Shift UMPC @ 280usd
HTC P6300 Value@ 250usd
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HTC S630 BLACK @ 270usd
HTC TyTN II BLACK @240usd
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APPLE iTouch 16gb.....$180USD


Sony Ericsson
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Sony Ericsson Z780 (Unlocked)@ 310usd
Sony Ericsson G502 (Unlocked) 300usd
Sony Ericsson G700 @ 330usd
Sony Ericsson G900 (Black)@ 300usd
Sony Ericsson T303 (Unlocked)@ 290usd

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Samsung SGH-i900 Omnia 16gb @ 300usd
Samsung U800 Soul B (Unlocked)@ 300usd
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SAMSUNG D780 UNLOCKED @ 265usd
Samsung F110 Adidas miCoach @ 300usd
Samsung G400 Soul (Unlocked) @320usd
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Samsung F480 (Unlocked) @ 300usd
Samsung G810 Silver (Unlocked) @300usd

Qtek
Qtek 9600 cost 330usd
Qtek 9000 cost 300usd
Qtek 8310 cost 270usd

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Nokia N96 16GB 5 MP Unlocked @ 250usd
Nokia Aeon...250usd
Nokia N95 @200usd
Nokia N95 8GB @220usd
Nokia N93i@210usd
Nokia E90 Communicator @200usd
Nokia E71 @ 220usd
Nokia E65 @ 130usd
Nokia E61i @120usd
Nokia 8801 @ 150usd
Nokia 8800 Sapphire Arte @250usd
Nokia 770 Internet @ 160usd


IMate
i-mate Ultimate 9502 Pocket PC cost 330usd
I-Mate Ultimate 8502 cost 300usd
iMate Ultimate 5150 cost$200.00usd
iMate Ultimate 6150 cost$ 230.20usd
iMate Ultimate 7150 cost $252.60usd
iMate Ultimate 8150 cost $285.50usd
iMate Ultimate 9150 cost $292.30usd

UBiQUiO

UBiQUiO 501 cost 260usd
UBiQUiO 503G cost 290usd
UBiQUiO 701 Ultra Mobile PC cost 480usd
UBiQUiO 702 Ultra Mobile PC cost 540usd
UBiQUiO 711 Ultra Mobile PC cost 600usd

ETEN V900 Glofiish @ 350usd
Eten glofiish X900 @ 330usd
Eten glofiish DX900 @ 302usd
Eten glofiish M810 @ 255usd
Eten X500+ Glofiish 250usd
ETEN X500 Glofiish @ 180usd
ETEN M700 Glofiish 2 @200usd
ETEN M600 @ 150usd
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E-TEN X800 Glofiish @ 230usd

BlackBerry Bold 9000 @300usd
BlackBerry Pearl 8120 @270usd
BlackBerry Curve 8310 @250usd
Blackberry Curve 8320 @240usd
Blackberry 8300 @ 200USD
Blackberry 8800 @ 180usd
Blackberry 8830 @ 170usd
Blackberry 8700g @ 160usd
Blackberry 8100 Pearl Cingular (unlocked) @130usd


O2 XDA Stellar @300usd
02 O2 XDA Comet @ 320usd
02 XDA Orbit II @ 330usd
O2 Cocoon (Unlocked) @ 280usd
O2 XDA Flame @ 250usd
O2 XDA MINI S QUAD @230usd
O2 Xda Pro Exec@230usd
O2 XDA Orion @200usd
02 Atom Life Xda O2 @ 220usd
O2 XDA Neo (Black)@ 190usd
O2 XDA Trion Quad@ 250usd


PalmTreo

Palm Treo 600 @100usd
Palm Treo 750v (open box) @220usd
Palm Treo 750 Unlocked Cingular @200usd
Palm Treo 680 (Graphite) @ 160usd
Palm Treo 680 (Arctic) cost 230usd
Palm Treo 680 (Copper) cost 215usd
Palm Treo 680 (Crimson) cost 215usd
Palm Treo 700WX (Sprint) cost 220usd
Palm Treo 750 cost 210usd


HP iPAQ 910c @ 250USD
HP iPAQ 610c @ 230USD
HP IPAQ HW6515 @ 220usd
HP iPAQ hw6910 @ 260usd
HP iPAQ HW6915 @ 280usd
HP Ipaq RW6818 @170usd
HP iPAQ rw6828 PDA Phone @ 230usd
HP iPAQ rw6815 @ 130usd
Hp Ipaq 514 @150usd

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Apple MacBook Air 80gb.@$500usd
MacBook Pro Intel Core 2 Duo 17"/2.6Ghz/2GB/250GB @ $600usd
MacBook Pro 15in 2.2GHz Core 2 Duo 2gb/120/Superdrive @ $400usd
Apple 15.4" MacBook Pro - Intel Core 2 Duo 2.6GHz 2GB/200GB @ $800usd
MacBook Pro 15in 2.4GHz Core 2 Duo 2gb/200/Superdrive @ $400usd
Apple MacBook Pro 17" TFT 2.5GHz Intel Core 2 Duo @ $450usd
Apple MacBook Pro 17 Laptop (2.6 GHz Intel Core 2 Duo Processor @ $900usd



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Pioneer AVIC-S1 @ $270usd
Pioneer AVIC-Z1 Navigation AVICZ @ $450usd
Pioneer AVIC-N3 Multimedia Navigation Receiver @ $350
Pioneer Avic-z1 Dvd Player Navigation System @ $300usd
Pioneer AVIC-D1 / AVICD1 @ $230usd
Pioneer AVIC-D2 DVD Navigation System @ $220USD


Dell XPS M1710 PC Notebook...$300usd
Dell XPS M2010 PC Notebook.@.$400usd

Sony Vaio CR420E/R 14.1" Notebook PC @ $400usd
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Sony VGN-FZ320EB 15.4" FZ Series Notebook PC @ $350usd
Sony VAIO VGN-FE770G 15.4" Notebook PC @ $370usd
Sony VAIO N370E/W Notebook @ $330usd
Sony VAIO VGN-FZ460EB 15.4" Notebook PC @ $480usd
Sony VAIO TZ Series VGN-TZ285N/RC Notebook PC @ $540usd
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Sony Laptop Computer VGN-TXN25N/W Vaio Notebook PC @ $ 600usd


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La Camera approva la Manovra Fiscale

Notizie dall'e-commerce - Sun, 27/07/2008 - 11:53
Venerdì u.s. la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del DL n. 112 del 25 giugno 2008, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. La parola adesso passa al senato.
Il D.L. 112/2008 all’Art. 33 punto 3 prevede l’abrogazione della norma che aveva reintrodotto l’obbligo di trasmissione dell’elenco Clienti/Fornitori.
Leggi:Cancellato l’obbligo di presentare l’elenco clienti e fornitori: arriva il decreto legge 112 del 2008

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Cresce l'e-commerce. Ma è tutto oro?

Notizie dall'e-commerce - Thu, 24/07/2008 - 16:02
La Cdc di Milano parla di un balzo del 429,7% rispetto al 2004. Ma per il 71,7% sono ditte individuali


Il commercio elettronico italiano cresce e sembra riscuotere un certo interesse anche fra le aziende. Secondo una elaborazione della Camera di Commercio di Milano, negli ultimi tre anni si è assistito ad un vero e proprio boom delle imprese del commercio elettronico in Italia in versione business to consumer: nel 2007 sono cresciute del 36,6% rispetto al 2006, con un balzo del 429,7% rispetto al 2004. Le aziende attive nel settore sono passate dalle 646 attive nel 2004 alle 3.422 del 2007.
Ma si tratta di dati da interpretare dietro i quali si nasconde probabilmente anche il successo di eBay.
Le imprese del commercio online sono infatti per il 71,7% ditte individuali. In tre casi su quattro (73,6%) il titolare ha meno di 40 anni, mentre per il 26,6% è donna. Più di 9 titolari (92,1%) su 10 sono italiani. Più iniziativa personale che strategia aziendale, più seconda attività o canale alternativo di vendita per negozi dalla merceologia particolare che scelta di società di maggiori dimensioni che decidono di vendere anche via Internet, il commercio elettronico si è diffuso maggiormente in Lombardia e Lazio, le regioni regine del commercio tramite rete con il 17,2% (+445,4 in tre anni, +36 dal 2006) e il 13,5% (+571% in tre anni, +35,8% dallo scorso anno) delle imprese italiane attive nel settore.
Al terzo posto la Campania con il 9,4% del totale nazionale (+517,3% in tre anni, +45,9% dal 2006). Tra le province, prime Roma con 381 imprese, Milano con 314 e Torino con 169 mentre le crescite più rilevanti dal 2006 si registrano a Teramo (+200%), Cosenza (+155,6%), Isernia e Vibo Valentia (+150% ciascuna). Da un'elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati Istat 2007 emerge che sono oltre 5 milioni gli italiani che hanno comprato merci e servizi online, il 27,7% di quelli che usano Internet, soprattutto uomini (27,2% contro il 17,2% delle donne) e giovani tra i 25 e i 34 anni (27,6%) ma anche un over 75 su otto (7,7%). I beni e i servizi più acquistati sono viaggi e soggiorni turistici (35,1% di chi compra online), poi libri, giornali, riviste e materiale per la formazione a distanza (25,4%), abiti ed articoli sportivi (23,3%), film e musica (23%).

Film e musica sono gli articoli più acquistati tra i giovanissimi, abiti e articoli sportivi dai diciottenni (45,4% degli internauti di 18-19 anni), viaggi e hardware gli acquisti online preferiti dagli over 75. Il 52,4% di chi compra film e musica online si fa spedire per postale o corriere il proprio acquisto, il 47,4% di chi acquista software per computer li scarica a pagamento dalla rete. I più navigati dello shopping on-line sono i lombardi, che rappresentano il 22% di tutti gli italiani che comprano su Internet, seguiti da veneti (9,9%) e piemontesi (9%).



Fonte: Luigi Ferro su LineaedpPMI
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I 5 errori dei negozi online

Notizie dall'e-commerce - Mon, 21/07/2008 - 00:50
In questo periodo stiamo verificando i tanti negozi che hanno richiesto di entrare a far parte della Directory Aicel.
Molti di essi purtroppo non riusciranno immediatamente a farne parte. Il motivo? il mancato rispetto del codice di autodisciplina di AICEL
Con questo articolo voglio segnalarvi i punti che maggiormente non vengono rispettati. Osservando gli errori commessi dagli altri e-commerce, possiamo migliorare il nostro, ed entrare di diritto nella Directory Aicel
Ecco dunque i punti meno rispettati
  • P.Iva in Home Page - Oltre ad essere un obbligo di legge (esattamente Art.35 - comma 1 - del DPR 633/72) e’ di fatto un segnale che viene dato al consumatore per assicurargli la presenza di una reale azienda dietro il sito.
  • Rif. Privacy errato - Moltissimi e-shop contengono ancora i riferimenti alla legge 675/96, mentre ora e’ in vigore la 196/2003. Non si tratta solo di una formalita’. In realta’ il nuovo codice sulla Privacy impone tutta una serie di regole - a tutela della privacy del consumatore - che vanno necessariamente rispettate. Una sintetica quanto esaustiva spiegazione di come vengono trattati i dati dei consumatori e’ il primo passo per ottenerne la fiducia.
  • Diritto di recesso - E’ importantissimo riportare in ogni e-commerce le istruzioni su come il consumatore puo’ esercitare il diritto di recesso. Chiarire quali prodotti ne sono esclusi, la modalita’ con cui vanno restituiti etc. semplifica anche la gestione dei rientri. Inoltre le associazioni dei consumatori sono molto attente su questo punto. E se non viene rispettato, il consumatore ha ben tre mesi di tempo per ripensarci….
  • Metodi di pagamento e spedizione - Si, sembra incredibile, ma alcuni e-commerce non riportano nelle condizioni di vendita come potra’ essere effettuato il pagamento, e in che modo verra’ spedita la merce. Ma perche’ dare un calcio ad un potenziale cliente che ci ha gia’ raggiunto, non dandogli queste poche ma essenziali informazioni ?
  • Indirizzi di contatto - Anche qui basta poco per aumentare la fiducia nel potenziale cliente: un indirizzo, un numero di telefono o fax per contattare l’e-commerce tranquilizza il cliente, sapendo che dall’altra parte dello schermo ha comunque una ditta in carne ed ossa pronto ad ascoltarlo per qualsiasi problema
E tu, il tuo e-commerce rispetta il codice aicel ?

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La crisi dei consumi non tocca la Rete. "Si vende anche in agosto"

Notizie dall'e-commerce - Thu, 10/07/2008 - 23:40
Giovedí 10.07.2008 12:57

La crisi dei consumi non tocca l'e-commerce
che continua a crescere a ritmi costanti. Parola di Andrea Spedale, presidente di Aicel, che alla aziende manda un avvertimento: "Organizzatevi perché un sito di e-commerce è attivo e vende 365 giorni all'anno, anche in agosto".

Andrea, si sta avvicinando agosto: quali suggerimenti dai agli shop che non possono dar seguito ai loro ordini dal loro ombrellone?
"Gli shop devono essere consapevoli che un sito di e-commerce è attivo e vende 365 giorni all'anno 24 ore al giorno, agosto compreso. Occorre pertanto organizzarsi perchè le attività proseguano per la tranquillità dei clienti e del fatturato che, ormai da anni, ad agosto non scende grazie a comportamenti sempre meno tradizionali da parte dei consumatori e ad alla diffusione della navigazione da casa. Extrema ratio, nel caso in cui l'azienda debba chiudere, occorre avvisare gli utenti che i beni saranno consegnati a partire dal giorno del nostro rientro e chiedere loro se, in tal caso, sono disposti a procedere con l'acquisto. Un punto importante: le piattaforme di e-commerce devono prevedere che i negozianti possano intervenire su queste comunicazioni con agilità e velocità".

La ricerca Gfk Eurisko presentata lo scorso maggio sottolinea la rigidità degli utenti che tendono ad acquistare sempre e solo all'interno della stessa categoria merceologica e dello stesso sito. Cosa ne pensi ?
"Si tratta di un comportamento tipico dell'acquirente soddisfatto. Perchè devo cambiare sito se la mia esperienza d'acquisto è positiva? In realtà tale dato va contro a quanti pensano che si usi l'e-commerce solo per motivi di convenienza economica. Infatti, chi è a caccia dell'offerta ha la tendenza a cambiare spesso punto vendita, mentre chi è a caccia di un servizio di buona qualità e affidabile tenderà a scegliere sempre lo stesso negozio. Quindi anche in Rete si riesce a creare quel rapporto di fiducia che ci fa optare per il sarto che da sempre ci cuce il vestito su misura piuttosto che andare dal grande magazzino dove tutto è omologato. Di sicuro il riuscire a conquistare la fiducia e la fedeltà del consumatore è la sfida più grande di chi opera nell'e-commerce. Per questo occorre lavorare bene sulle informazioni che possiamo dare in merito al prodotto, alla nostra azienda, alle tutele in possesso del consumatore. Io sono anche il titolare di Carrelli.it, azienda che ha lanciato l'iniziativa Compra Sicuro".

Siamo arrivati velocemente alla metà del 2008. Che bilancio trai da questi primi sei mesi ?
"L'e-commerce cresce stabilmente nonostante la congiuntura recessiva ormai evidente. Il contesto, negativo, deve però tradursi in opportunità per il nostro mercato che deve saper sottolineare i suoi caratteri di comodità, facilità d'uso e convenienza".

Cosa ne pensi della multa astronomica inflitta in Francia ad eBay in merito al caso delle contraffazioni Hermès?
"Purtroppo il messaggio che è emerso dalla stampa è un messaggio negativo per l'intero comparto dell'e-commerce: ancora una volta il nostro settore ne esce come luogo malsicuro, di cui non fidarsi. In realtà noi aziende che vendiamo online dovremmo trarne l'occasione per comunicare ancora una volta le tutele che garantiamo ai nostri clienti e la piena legittimità del nostro business, uno dei settori più sicuri per il consumatore ed in crescita costante all'interno del nostro sistema economico. AICEL sta lavorando ad un importante progetto: La Directory Acquisti Sicuri. Ad oggi lo staff AICEL ha recensito e validato oltre 350 negozi verificando l'esistenza delle garanzie minime previste dalla legge, l'informativa da dare al cliente e il rispetto della privacy. In futuro questa potrà essere la piattaforma dalla quale fare acqusiti sicuri on-line".


Fonte: affaritaliani.it
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Fattura obbligatoria per l?e-commerce diretto

Notizie dall'e-commerce - Wed, 09/07/2008 - 23:50
Con Risoluzione 3 luglio 2008, n. 274, l’Agenzia delle Entrate si è espressa in merito all’obbligo di certificazione tramite fattura dei corrispettivi conseguiti nell’ambito del commercio elettronico diretto.
Una azienda intenzionata a vendere documenti musicali on-line il cui corrispettivo sarà pagato direttamente on-line con carta di credito ha presentato richiesta del parere della Direzione circa la possibilità di certificare gli incassi conseguiti con carta di credito mediante la sola annotazione nel registro dei corrispettivi.
L’Agenzia ha verificato che a tutt’oggi non sono stati emanati i regolamenti previsti dalla Legge n. 342/2000 nell’articolo 101 relativi alla non obbligatorietà dell’emissione della fattura, al fine di semplificare gli adempimenti contabili e formali.
Pertanto, l’Amministrazione finanziaria precisa che allo stato attuale, per la vendita di servizi, sussiste l’obbligo di emissione della fattura per la certificazione dei corrispettivi, anche se incassati tramite intermediari finanziari (nello specifico, i gestori delle carte di credito).
Rimane invece valido il ricorso al registro dei corrispettivi per il commercio elettronico indiretto (cessione di beni). Il D.P.R. 21 dicembre 1996 n. 696 art.2, comma 1, lettera oo stabilisce l’esonero dalla certificazione dei corrispettivi, né fattura e né scontrino, per i soggetti che effettuano le vendite per corrispondenza.
Approfondimento: Fatturazione obbligatoria nel commercio on line

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Le recensioni online influenzano l'e-commerce

Notizie dall'e-commerce - Wed, 09/07/2008 - 16:41
Non è una novità, ma recenti studi confermano che - negli Stati Uniti - le opinioni degli utenti, le recensioni da parte di blog e siti web, i commenti lasciati in forum o negozi virtuali, influenzano la decisione d'acquisto.

Le opinioni dei consumatori giocano un ruolo piuttosto importante nel processo decisionale di acquisto per gli utenti statunitensi. Lo conferma eMarketer che riporta alcuni dati di diversi studi realizzati in USA.


Uno studio realizzato da Opinion Research Corporation nel mese di giugno 2008, rileva come il 61% dei partecipanti afferma che prima di acquistare un prodotto o servizio, sia abituato a verificare online recensioni e commenti presenti su blog o altre community. Per individuarli si affida soprattutto ai motori di ricerca, e - una volta lette, 8 intervistati su 10 confermano di esserne stati influenzati.


http://www.i-dome.com/get_image.phtm...ingreview1.jpg


Inoltre il 38% degli intervistati conferma di cercare come prima cosa recensioni online, quando si appresta a valutare un acquisto.


Un altro dato - reso noto da una ricerca InQuira realizzata per Service Excellence Research Group - che appare una conferma, è il peso maggiore dato alle opinioni di altri utenti (29,6%), piuttosto che a quelle di riviste specializzate (21,3%).


http://www.i-dome.com/get_image.phtm...ingreview2.jpg



E un simile atteggiamento non è appannaggio solo di chi non ha mai acquistato online. Anzi quasi la metà di chi scegli l'e-commerce quattro o più volte l'anno, con una spesa media di almeno 500 dollari, dichiara di avere necessità di leggere dalle 4 alle 7 recensioni di altri utenti prima di decidere sull'acquisto. (studio per PowerReviews condotto da the e-tailing group - febbraio 2008).




http://www.i-dome.com/get_image.phtm...ingreview3.jpg


L'unico dubbio che i consumatori, in cerca di voci affidabili online, dovrebbero conservare è quello sull'autenticità e sulla reale indipendenza di consumatori (o aziende travestite ?!) di cui leggono le recensioni. Esattamente l'identico spirito critico che si mantiene verso riviste professionali, che devono guadagnarsi sul campo la fiducia del lettore operando con trasparenza e onestà intellettuale.



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07 Luglio 2008 - HelpConsumatori: internet, Milano, CCIAA stila elenco possibili clau

Notizie dall'e-commerce - Mon, 07/07/2008 - 20:10
A tutela dei consumatori che decidono di sottoscrivere un contratto di accesso ad internet a banda larga è disponibile da oggi un nuovo parere della Camera di commercio di Milano che, sentite le associazioni dei consumatori e gli operatori del settore, ha steso un elenco delle possibili clausole vessatorie. L'indagine, svolta da un'apposita Commissione tecnica, analizzando un campione di contratti in materia, nasce dall'esigenza di fornire un supporto univoco ai consumatori che, in presenza di un mercato libero nella fornitura di servizi di accesso ad internet, necessitano di strumenti concreti per conoscere e valutare al meglio le opportunità ma anche i problemi e le forme di tutela a loro disposizione al momento di sottoscrivere un contratto.

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01 Luglio 2008 - HelpConsumatori: saldi via spamming, Codici: attenzione alle truffe

Notizie dall'e-commerce - Fri, 04/07/2008 - 19:31
Attenzione ai saldi sulla rete e alle offerte promozionali veicolate da spam con inviti e sconti speciali. Il 56% delle lamentele raccolte dai Centri europei dei consumatori ha infatti come oggetto proprio l'acquisto di prodotti on line. È quanto ricorda l'associazione Codici che stila un 'decalogo' per il commercio elettronico sicuro.

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Cancellato l’obbligo di presentare l’elenco clienti e fornitori: arriva il decreto le

Notizie dall'e-commerce - Thu, 03/07/2008 - 23:21
Con l’approvazione del D.L. 112/2008 lo scorso 25 Giugno è stato cancellato l’obbligo di presentare l’elenco clienti e fornitori, reintrodotto dalla manovra dell’estate 2006 (D.L.248/2006 c.d. Legge Bersani)
La legge Bersani modificava infatti il d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 modificava l’articolo 8-bis del decreto del presidente della Repubblica introducendo il comma 4-bis.
‘Entro sessanta giorni dal termine previsto per la presentazione della comunicazione di cui ai
precedenti commi, il contribuente presenta l’elenco dei soggetti nei cui confronti sono state emesse
fatture nell’anno cui si riferisce la comunicazione nonché, in relazione al medesimo periodo, l’elenco dei
soggetti titolari di partita IVA da cui sono effettuati acquisti rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta sul
valore aggiunto…..’
Il D.L. 112/2008 all’Art. 33 punto 3 cita
‘All’articolo 8-bis del decreto del presidente della Repubblica n. 322 del 1998, sono  apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4-bis è abrogato;’
Cancellato quindi l’obbligo di trasmissione dell’elenco Clienti/Fornitori che non aveva mancato l’obiettivo di creare scontento fra i Merchant
Leggi: LA MANOVRA D’ESTATE con la guida alla lettura al provvedimento, con i commenti articolo per articolo

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Rapporto Assinform: un italiano su due senza web

Notizie dall'e-commerce - Tue, 01/07/2008 - 18:24
Il mercato italiano dell'Ict cresce nel 2007 dello 0,9% rispetto al 2006, l'It conferma la tendenza all'espansione con un buon 2% (ma la media europea è del 4,7%), con un più 0,4% il settore delle telecomunicazioni continua la caduta fatta registrare l'anno prima Gli attesissimi risultati del rapporto annuale Assinform in collaborazione con Netconsulting disegnano ancora una volta un paese che stenta nel suo complesso a lanciare una volata decisiva verso l'innovazione tecnologica. Anche se in alcuni sottinsieme si colgono qua e là segnali positivi.
Purtroppo resta il fatto chiaro di una involuzione: nel 1998 il nostro paese spendeva in It l'1,5% del valore del Pil, a fronte di una media europea del 2,3%; nel 2007, l'Italia ha speso una quota pari all'1,7% del Pil. Insomma, dopo dieci anni l'Italia ha aumentato gli investimenti It di soli due decimi di punto percentuale, mentre la spesa media europea è cresciuta di 5 decimi di punto percentuale. In questi dieci anni, la Francia ha aumentato gli investimenti It di 8 decimi di punto percentuale per una quota Pil pari al 3,1%, per la Gran Bretagna 6 decimi e il 3,5% del Pil, la Germania 5 decimi di punto in più e il 2,9% del valore del Pil. Come dire che il gap d'innovazione del nostro paese si è decisamente allargato. Non a caso, sottolinea Ennio Lucarelli, presidente di Assinform, l'Italia è tra i paesi europei a più basso tasso di produttività: chi in questi anni ha investito di più in tecnologie informatiche ha ottenuto anche importanti ritorni sulla produttività.

L'It continua dunque a far da driver, sull'onda del mercato consumer e di una ripresa modesta, ma generalizzata degli investimenti It da parte delle imprese: sale il software (più 0,5%), continua la crisi dei servizi, è profondo rosso per l'assistenza tecnica (meno 4,1%), cresce l'hardware dell'1,1%, grazie soprattutto alla domanda di Pc. Le grandi imprese sono quelle che spendono di più, le medie tengono botta, mentre una gradita sorpresa viene dalle piccole, che spendono lo 0,6% in più rispetto al 2006. Per carità, nulla di mirabolante; significativa però se si considera che appena due anni fa il segmento delle piccole realtà non dava segni di vita. La perfomance più sorprendente la offrono, ancora una volta, il segmento consumer, con un'impennata della spesa in tecnologie del 10,5% nel 2007, per un valore di un miliardo di euro. Nelle famiglie il cellulare la fa da padrone, aumentano i Pc, gli accessi internet e la banda larga, anche se per accessi a internet siamo ancora lontani rispetto ad altri paesi europei. Note dolenti per le Tlc, perché se sta nelle cose ineluttabili la conferma della tendenza alla decrescita delle Tlc fisse (-1,3%), si registra nel contempo una forte battuta d'arresto delle mobili, che, dopo la crescita del 4,5% nel 2006, nel 2007 si attestano a un deludente più 1,8%. Per quel che riguarda la rete fissa, crescono i servizi internet dello 0,7%, crollano i servizi a valore aggiunto, continua la discesa inesorabile della fonia, è crisi nera per la trasmissione dati (meno 6%). La rete mobile va sotto zero con la fonia, e nei Vas non conferma l'ottima performance del 2006 (+24,2%) per "accontentarsi" di un più modesto +17,9%. Effetto della crisi economica e di una maggiore propensione dell'utente a darsi le priorità. Tutto questo sta alla base della caduta degli accessi alla banda larga (+18,7% contro il 25,7% dell'anno prima), alla dsl (meno 7,3%), alla fibra ottica (da un a crescita dell'8 a una del 5,6%). Le linee attive mobili scendono, anche se si registra il deciso balzo in avanti dell'Umts (dal 7,5 al 35,3%), e il numero degli utenti risale leggermente rispetto al 2006. Lo spaccato della domanda per settori d'utenza conferma il ruolo trainante delle banche e dell'industria; nel settore pubblico discreto andamento della Pal, mentre l'Amministrazione Centrale ha fatto registrare addirittura un calo della spesa del 3.2%. Qui, secondo Assinform, persiste more solito il dato anomalo del 60% della spesa It che resta intrappolata nel circolo autoreferenziale delle società pubbliche in house.

Nel confronto con gli altri paesi, l'Italia paga dazio. Risulta sì ben piazzata sul fronte dell'offerta di servizi di e-government ai cittadini (58% di enti attivi, contro il 51% medio in Europa) e alle imprese (88% di enti attivi, contro il 75% medio in Europa), ma non per la sua capacità di farli utilizzare dal grosso della cittadinanza. E infatti mentre nel caso delle imprese l'utilizzo è ragguardevole (84% delle imprese), nel caso dei cittadini, la fruizione non supera il 17% de potenziali interessati (contro il 30% medio europeo). Presenta una percentuale di utilizzatori di Internet sulla popolazione che non supera il 34%, contro il 51% medio europeo (e, per fare solo alcuni casi, il 75% della Svezia e il 44% della Spagna). Si colloca nella parte bassa della classifica per utilizzatori di servizi di Internet banking, con una percentuale di utilizzatori sulla clientela che non supera il 12%, contro il 25% medio europeo. È ancora in ancora in coda alla classifica per utilizzo di servizi di e-commerce: il 2% il fatturato delle imprese italiane, contro l'11% medio delle imprese europee. Giancarlo Capitani, ad di Netconsulting, illustra anche l'andamento del mercato Ict nel primo trimestre 2008, che ha mostrato tendenze simili a quelle rilevate per lo stesso periodo dell'anno precedente. Più in particolare, si rileva una stagnazione complessiva a livello aggregato (15.497 milioni di Euro, in calo dello 0,4%), per effetto di un calo dell'1,1% del business delle telecomunicazioni in tutte le sue componenti, non compensato dal progresso dell'1,2% del business dell'informatica. «Su questo andamento delle Tlc – spiega Capitani - pesano ancora gli effetti del decreto Bersani per la riduzione dei costi di ricarica. Un effetto contabile che non c'è più nel resto dell'anno». Questo, insieme ad altri fenomeni positivi, come una ripresa dei consumi individuali e di un aumento degli investimenti in infrastrutture, segnerà una crescita delle Tlc da qui a fine anno del 2,8%. Effetto consumi, ma in senso negativo, invece per l'It su cui peserà la contrazione dei bilanci delle famiglie, la maggiore prudenza delle Pmi, gli effetti delle operazioni di M&A nel settore bancario. Il tutto dovrebbe portare a fine anno a una crescita dell'intero comparto Ict intorno al 2,4 per cento, pari all'1,5% in più rispetto al 2007

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Ebay condannata: 40 milioni di multa per griffe false, in Francia

Notizie dall'e-commerce - Tue, 01/07/2008 - 08:37
Francia: Ebay dovrà pagare 40 milioni a Lvmh per vendita merce contraffatta

Sentenza tribunale di Parigi: il sito d'aste online non ha fatto abbastanza per bloccare la vendita di prodotti falsi

dal Corriere online di oggi, 1 luglio 2008: http://www.corriere.it/cronache/08_g...4f02aabc.shtml

In particolare Ebay dovrà pagare a Louis Vuitton Malletier 19,28 milioni di euro, in risarcimento di danni d'immagine e morali derivanti dalla vendita sul suo sito di merce contraffatta e altri 17, 3 milioni di euro a Christian Dior Coutur per la medesima ragione. Altri 3,25 milioni di euro dovranno essere versati a 4 prestigiosi marchi di profumeria (Christian Dior, Kenzo, Givenchy e Guerlain) per aver danneggiato la loro rete distributiva.
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Rivoluzione nel web, via alla liberalizzazione dei domini

Notizie dall'e-commerce - Fri, 27/06/2008 - 15:40
Il Consiglio di amministrazione di Icann (la società che gestisce l'assegnazione degli indirizzi Internet), riunito a Parigi, ha approvato oggi all'unanimità la decisione di fornire agli utenti la possibilità di registrare domini con estensioni di ogni tipo.
Non più solo .com o .it, quindi, ma anche .buongiorno, .salve e .qualsiasi parola venga in mente al gestore di un sito.
Approvata, sempre all'unanimità, anche l'apertura della rete agli alfabeti non latini, come l'arabo e il cinese, che fino ad oggi dovevano invece passare attraverso traslitterazioni per essere utilizzati online.
Le novità approvate oggi, ha dichiarato il presidente di Icann Paul Twomey, rappresentano «una grande opportunità per il settore», anche se, precisa, ci vorranno «ancora almeno tre o quattro mesi per finalizzare i dettagli di questa liberalizzazione». La data più probabile per l'effettiva entrata in funzione, sempre secondo Twomey, sarebbe quindi il secondo semestre del 2009.
Tra i dettagli che restano da definire, il costo di una pratica di registrazione di una nuova estensione, che secondo i calcoli dell'Afnic (l'autorità che gestice i domini francesi) potrebbe arrivare a decine di migliaia di euro.

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Lo shopping online si paga con il cellulare Vodafone

Notizie dall'e-commerce - Fri, 27/06/2008 - 13:37
Utilizzare il credito della Sim del proprio cellulare per effettuare acquisti online di servizi digitali selezionati, senza la necessità di avere un conto corrente bancario o carte di credito.
Più semplice di così non si può, in barba ai "complessi" sistemi di pagamento elettronico mobile che sfruttano chip Rfid e sistemi a radiofrequenza per sincronizzare la transazione compiuta dall'utente con il cervellone informatico dell'istituto di credito.
In Italia, questa tipologia di servizio fino a oggi non era disponibile. Fino a oggi.
Dall'italianissima Onebip, azienda che si è fatta un nome vendendo soluzioni di pagamento per cellulari a 120 operatori telefonici in 30 Paesi (3.000 i siti attivi che utilizzano la sua piattaforma gli acquisiti via cellulare), e Vodafone Italia ecco in fatti arrivare anche nel Bel Paese la possibilità di comprare contenuti/servizi digitali utilizzando il credito a consumo del proprio apparecchio.
Riassumendo: per tutti i clienti Vodafone sarà quindi possibile acquistare dai siti affiliati al Vodafone Store – fra i primi merchant ad avere aderito al progetto ci sono Ogame (giochi), Habbo (comunità virtuale sempre più affollata) e Travian (gioco di comunità on line) – i contenuti proposti da questi ultimi collegandosi al sito store.vodafone.it e inserendo il proprio numero di cellulare ed il proprio indirizzo e-mail. Una volta conclusa la validazione del proprio profilo, si potrà effettuare acquisti utilizzando il credito del cellulare, senza dover comunicare il proprio numero a terzi e avendo la possibilità di consultare in ogni momento (sempre on line) lo storico delle operazioni compiute. Senza scomodare il conto corrente bancario e la propria carta di credito. L'unica limitazione, se proprio, riguarda l'oggetto degli acquisti, e cioè coem detto servizi e contenuti digitali e non beni fisici. Non è una limitazione della soluzione, tengono a precisare i portavoce di Onebip, ma quanto prescrive la legge europea in materia di acquisiti attraverso le schede prepagate dei cellulari.
Il modello di business che ha legato Onebip a Vodafone Italia è altrettanto semplice. La prima mette a disposizione la piattaforma tecnologica, la seconda il proprio store digitale e la propria rete mobile (oltre che il proprio marchio). Più utenti utilizzano il servizio, più si genera valore per i vari attori della catena: operatore mobile, merchant e fornitore della piattaforma. L'obiettivo è quello di affiliare (gratuitamente per il merchant) al servizio quanti più possibili operatori - fornitori di servizi multimediali, editori digitali, content provider, siti di file sharing e social networking e via dicendo – per allargare a macchia d'olio il bacino di utenti di mobile commerce in Italia. E dare una mano allo sviluppo del mobile payment.


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Rallenta il commercio: vendite -2,3%

Notizie dall'e-commerce - Wed, 25/06/2008 - 20:21
I dati Istat si riferiscono al mese di aprile Rallenta il commercio: vendite -2,3%

È il risultato peggiore dall'aprile 2005. Alimentari -0,8%, non alimentari -3,4%. L'inflazione copre cali maggiori


ROMA - Le vendite al dettaglio ad aprile sono calate del 2,3% rispetto allo stesso mese dell'anno prima. Si tratta del dato più negativo da aprile 2005, quando il calo fu del 3,9%. La variazione rispetto a marzo è nulla. Il calo tendenziale è stato dello 0,8% per le vendite di alimentari e del 3,4% per i non alimentari.
L'INFLAZIONE COPRE CALI MAGGIORI - Gli indicatori, sottolinea l'Istat, si riferiscono al valore corrente delle vendite e incorporano quindi l'inflazione, che contribuisce a rendere meno evidente il calo delle vendite. Ad aprile il tasso di inflazione generale è stato pari al 3,3%, a fronte di una crescita dei prezzi del solo comparto alimentari e bevande analcoliche pari al 5,6%.


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Via le barriere allo shopping online dentro Unione Europea

Notizie dall'e-commerce - Wed, 25/06/2008 - 00:34
http://it.reuters.com/resources/r/?m...ET-UE-BARRIEREMeglena Kuneva, la responsabile dell’Unione europea per i consumi è pronta con nuove regole per semplificare e rendere più sicuri gli acquisti online all’interno della UE.
Dalle ultime analisi è emerso che sono circa 150 milioni gli europei che comprano on-line ma solo 30 milioni di questi comprano in paesi diversi dal loro spendendo una media di 800 euro a testa. «Consumatori e venditori» ha sottolineato la Kuneva «stanno cominciando a usare l’e-commerce a livello nazionale, ma le barriere interne del mercato UE continuano a sussistere».
Secondo il responsabile una armonizzazione delle regole potrà sviluppare il «grande potenziale di mercato europeo on line per i consumatori, che sul web possono ottenere maggiori scelte e prezzi più bassi. Un unico insieme di norme renderà più semplice acquistare e vendere in tutt’Europa».
“Quest’autunno proporrò nuove regole per ridurre la giungla di norme attualmente in vigore. Proporrò una serie di norme semplificate per regolare i contratti fra venditori e consumatori in tutta l’Unione europea”, ha detto il Commissario per i consumi Meglena Kuneva.
Tra gli obiettivi della UE anche quello di contrastare pratiche commerciali scorrette che si verificano puntualmente sul web: «Metterò in piedi un set di regole semplificato che regoli i contratti business to consumer in tutta Europa».
Al momento non ci sono garanzie tali da poter evitare di essere truffati quando si acquista un prodotto on line. Già nel 2004 era stato presentato il primo Action Plan per intervenire con misure normative a regolamentare il mercato del commercio elettronico. Le frodi, infatti, erano e continuano ad essere all’ordine del giorno.
Secondo le statistiche dell’UE, un consumatore su tre in Rete viene truffato o non riesce a ottenere ciò per cui ha pagato.

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